Costantino Massara torna in campo a Briatico: “Quella sconfitta fu drogata, ora voglio ridare dignità al paese” (video)

Costantino Massara torna in campo a Briatico: “Quella sconfitta fu drogata, ora voglio ridare dignità al paese” (video)

L’ex sindaco di Briatico, il cui Comune fu sciolto nel 2002 per infiltrazioni mafiose, rilancia la sfida elettorale puntando su turismo, servizi e rilancio dell’immagine del paese

Costantino Massara torna sulla scena politica di Briatico dopo oltre vent’anni dalla breve esperienza amministrativa conclusa con lo scioglimento del Comune per infiltrazioni e condizionamenti mafiosi. Oggi l’ex sindaco rivendica la propria scelta di ricandidarsi, spiegando a NoiDiCalabria, durante “Vetrina elettorale”, le ragioni personali e politiche di un ritorno che definisce inevitabile.

“Una sconfitta elettorale che non ho mai accettato”

Massara torna sull’ultima competizione elettorale, che definisce “drogata” nei numeri e nel clima. “Due liste e quasi 600 voti di scarto non sono un dato normale”, sostiene, spiegando che già il giorno dopo quella sconfitta aveva maturato, insieme ai suoi sostenitori, l’idea di tornare a concorrere. Una candidatura che nasce, dice, dalla volontà di restituire centralità a Briatico e di interrompere il declino di un territorio che considera ricco di potenzialità inespresse.

“Briatico non merita di essere un buco nero”

Nel suo racconto emerge soprattutto il rammarico per la situazione attuale del paese. Massara ricorda gli anni in cui “avere una casa a Briatico era uno status symbol” e sostiene che oggi il centro costiero abbia perso attrattività rispetto a realtà come Tropea e Pizzo. Turismo, servizi, viabilità e promozione del territorio sono le priorità indicate dal candidato, convinto che Briatico debba tornare “al centro delle discussioni”.

Lo scioglimento del 2002 e la difesa della propria figura

Sul passato, Massara respinge le ombre che ancora accompagnano quella stagione amministrativa. Ricorda di essere stato sindaco solo per cinque mesi e sottolinea di avere subito attentati, minacce e intimidazioni personali. “La sentenza parlava di uno scioglimento disposto anche a tutela del sindaco”, afferma, sostenendo che i fatti contestati riguardassero l’amministrazione precedente. E conclude: “La legalità non si enuncia, si pratica”.

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