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Crotone, studenti zittiti in piazza: il caso amianto diventa scontro politico

In piazza della Resistenza famiglie e ragazzi chiedono dati ufficiali sui rilievi ambientali vicino all’istituto Gravina. La replica del sindaco accende le polemiche e riapre il tema del rapporto tra istituzioni e dissenso

Non una protesta ideologica, ma una richiesta di chiarezza su un tema che tocca la salute pubblica. È questo il senso della manifestazione che ieri mattina ha animato piazza della Resistenza a Crotone, dove genitori, studenti e cittadini si sono ritrovati per chiedere informazioni trasparenti sulla possibile presenza di amianto nei pressi dell’istituto “Gravina”. A preoccupare non sono voci incontrollate, ma la presenza di capannoni in stato di degrado a poche centinaia di metri dalla scuola e la necessità di conoscere i risultati ufficiali delle misurazioni ambientali. Una domanda semplice: quali sono i dati?

La voce degli studenti 

A prendere la parola, tra gli altri, una studentessa che ha illustrato le preoccupazioni condivise da compagni e docenti, supportate da documenti firmati dai dirigenti scolastici. Un intervento che puntava a ottenere risposte istituzionali. Il confronto, però, si è acceso quando il primo cittadino ha interrotto la giovane, contestandole implicitamente la mancanza di competenze tecniche, con un riferimento al fatto che non fosse “laureata in chimica”. Un passaggio che ha immediatamente cambiato il clima della piazza.

Per molti presenti, non si è trattato solo di una puntualizzazione tecnica, ma di un gesto percepito come sminuente nei confronti di chi stava esercitando un diritto di cittadinanza attiva. “Perché chiedere dati sulla qualità dell’aria e sulla sicurezza ambientale – sottolinea Alessandra Pugliese, componente dell’assemblea nazionale Giovani Democratici e dell’assemblea regionale del Pd Clabria – non richiede un titolo accademico, ma un legittimo interesse per la propria salute”.

Il nodo del metodo

L’episodio non viene letto come un fatto isolato. Nel dibattito politico cittadino c’è chi parla di una difficoltà strutturale nella gestione del dissenso: critiche interpretate come attacchi personali, confronto trasformato in tensione, tono istituzionale che scivola verso l’asprezza. Il punto, sostengono i promotori dell’iniziativa, non è solo la risposta nel merito – che resta attesa – ma l’approccio. In una città che negli anni ha conosciuto emergenze ambientali complesse e ancora oggi convive con criticità irrisolte, la priorità dovrebbe essere rassicurare attraverso dati ufficiali, trasparenza amministrativa e dialogo pubblico.

Ambiente e fiducia pubblica

Crotone continua infatti a fare i conti con fragilità ambientali e infrastrutturali che richiedono programmazione e credibilità istituzionale. In questo contesto, concentrare l’attenzione su chi pone le domande anziché sulle risposte rischia di alimentare ulteriore sfiducia. Il tema dell’amianto, in particolare quando riguarda aree prossime a edifici scolastici, non può essere liquidato come allarmismo. La comunità chiede verifiche chiare, comunicazione puntuale e, se necessario, interventi tempestivi.

Crotone non chiede sconti

La questione si allarga così oltre l’episodio di piazza. Diventa una riflessione sul rapporto tra potere e comunità, tra autorità e autorevolezza. Perché la qualità democratica di una città si misura anche dalla capacità delle sue istituzioni di sostenere le domande, soprattutto quando arrivano dai più giovani. Crotone oggi non chiede scontri verbali, ma certezze. “Non cerca polemiche – annota ancora Alessandra Pugliese – ma numeri ufficiali e responsabilità pubblica.

E mentre il dibattito politico si accende, resta un interrogativo di fondo: in una comunità che vuole crescere, lo spazio per la partecipazione sarà ampliato o ristretto? La risposta, più che nelle parole, sarà nei fatti.

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