Un viaggio in Spagna e un volto che resta impresso nell’anima. Per Eugenio Selvaggio, ex impiegato della Prefettura oggi in pensione, la visione della Madonna dell’Angoscia a Cordova non è stata solo un ricordo turistico, ma un richiamo interiore trasformatosi in un progetto di vita.
Dopo aver sognato ripetutamente quel volto piangente, Eugenio ha deciso di renderlo concreto. Non per ricerca di notorietà, ma per un bisogno personale di pace. L’opera è frutto di una sinergia artigianale: un maestro cartapestaio salentino ha plasmato il simulacro, mentre una sarta di Pizzoni ha confezionato con cura l’abito e il lungo mantello.
Profondamente legato alle sue radici, Selvaggio ha dedicato alla Vergine una preghiera per la protezione della sua città. Sebbene la statua sia custodita in un luogo privato, ogni anno, durante il periodo pasquale, viene esposta nella chiesa di San Michele. Qui, migliaia di fedeli si riuniscono per ammirare un’opera che trasforma una devozione intima in un momento di intensa partecipazione collettiva.


