Da cuoco in Africa a simbolo di Acquaro: la pasticceria Iaconis festeggia 80 anni di dolcezza (foto)

Tre generazioni e una storia d’eccellenza nata nel 1946 insieme alla Repubblica Italiana. La comunità del centro del Vibonese si è stretta attorno alla famiglia Iaconis per celebrare un traguardo storico, radicato nei ricordi del dopoguerra e oggi premiato dalle istituzioni locali

Ottant’anni di storia racchiusi nel profumo di un laboratorio, nelle mani di tre generazioni e nei ricordi di intere famiglie che ne gustano ancora le delizie. Stamattina la comunità di Acquaro ha partecipato ai festeggiamenti di un traguardo importante: l’ottantesimo anniversario della storica pasticceria Iaconis, una delle realtà artigianali più longeve e conosciute del Vibonese.

Tutto ebbe inizio nel 1946, anno di nascita della Repubblica Italiana, di cui la pasticceria è idealmente “gemella” (e per la quale oggi hanno volato simbolicamente le Frecce Tricolori). Fu allora che nonno Giuseppe, capostipite di questa dinastia della dolcezza, ritornò definitivamente ad Acquaro dopo ben dodici anni trascorsi in Africa in veste di soldato e abile cuoco (a Mogadiscio, in Somalia, nell’allora Africa Orientale Italiana). In terra africana nonno “Peppino” era molto apprezzato dagli Ordini militari, non solo perché deliziava tutti con la sua cucina e il suo amore per i dolciumi, ma anche perché uomo di grande sensibilità e rispetto verso il prossimo. Proprio per questa innata fiducia, durante i bombardamenti gli venivano spesso affidati in custodia i figli e le mogli dei graduati.

Al suo rientro ad Acquaro ad aspettarlo c’era la famiglia: la moglie, Maria Caterina Malvaso, e cinque figli maschi. Tra di loro c’era l’ultimo, il piccolo Gabriele di soli sette anni, futuro custode e propagatore delle “dolcezze di famiglia”.

La scommessa contro la povertà e il passaggio generazionale

Come organizzare un futuro prospero in un’epoca di estrema povertà post-bellica? Nonno Giuseppe e nonna Caterina acquistarono una preziosa licenza per la “Fabbricazione degli Spiriti” e aprirono una bottega di generi di prima necessità. Al suo interno, un piccolo angolino fu riservato alla produzione di caramelle e dolci della tradizione, come il leggendario Pan di Spagna ricoperto di zucchero, noto come “i durci d’i ‘zziti” (i dolci dei fidanzati), poiché all’epoca lo si poteva acquistare solo in rare e speciali occasioni come i matrimoni. Uscire da una guerra e tentare un’impresa simile poteva sembrare un azzardo, ma quando si hanno una famiglia da mantenere, idee chiare e competenze forti, il coraggio ripaga sempre.

Con il passare degli anni la maestria è cresciuta: al Pan di Spagna si sono aggiunti il torrone di miele, il rosolio, i mustacciuoli alla cannella, le “maddalene” (universalmente apprezzate), gli amaretti, i dessert alla mandorla con canditi, i dolci di cioccolato e arachidi e quelli alla crema. Nel frattempo, la storia familiare ha attraversato l’emigrazione di quattro dei cinque fratelli, un’improvvisa malattia di nonna Caterina e alterne vicissitudini.

A un certo punto Gabriele ha deciso di prendere in mano il timone della barca: si è trasferito temporaneamente a Vibo Valentia per perfezionare gli studi e la tecnica e, successivamente, nel 1976, ha avviato la pasticceria con il proprio nome insieme alla moglie Rosina, oggi entrambi visibilmente commossi.

Nel segno della tradizione e dell’identità locale

Attualmente, giunta alla terza generazione, l’eredità è saldamente nelle mani dei figli Pino e Catia, che portano avanti con immutata passione le storiche ricette dolciarie. Questo anniversario speciale rappresenta molte cose: il successo di un’impresa familiare, la tutela di un patrimonio identitario condiviso dall’intera comunità e un valore simbolico per l’economia di un piccolo centro dell’entroterra come Acquaro. In un periodo storico in cui le aziende sono fragili come le foglie d’autunno della celebre poesia di Ungaretti, la pasticceria Iaconis si erge come un brillante esempio di come il talento, il sacrificio e i legami familiari possano superare i confini del tempo.

Anche per questo, in occasione delle celebrazioni, sia il sindaco Giuseppe Barilaro sia il presidente della locale Pro Loco Giuseppe Esposito hanno voluto suggellare il traguardo donando delle targhe ricordo con significative dediche. Alla famiglia Iaconis – che ha offerto un ricchissimo buffet di rustici e dolci alle persone presenti – non si può che augurare altri cento di questi dolci giorni.

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