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Dal dolore di Crans-Montana nasce a Vibo un progetto pilota per insegnare ai giovani la cultura della sicurezza

Al Liceo scientifico “G. Berto” prende il via “Costruiamo ANChE Sicurezza”, iniziativa promossa da Ance Vibo Valentia per trasformare la prevenzione in una competenza concreta di vita

C’è un dolore che non si cancella, ma che può diventare responsabilità collettiva. Ed è proprio da una riflessione profonda sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana che prende forma a Vibo Valentia “Costruiamo ANChE Sicurezza”, il progetto pilota promosso da Ance Vibo Valentia in partnership con il Liceo scientifico “G. Berto”, con l’obiettivo di portare tra i banchi una nuova e più concreta cultura della prevenzione.

L’iniziativa, avviata nei giorni scorsi nell’Aula Graziano dell’istituto, nasce con un’impostazione chiara: fare della sicurezza non soltanto un insieme di regole da conoscere, ma una vera competenza di vita, capace di accompagnare i ragazzi nelle scelte quotidiane e nelle situazioni di emergenza.

Un’alleanza educativa per la prevenzione

Attorno al progetto si è stretta una rete ampia di partner istituzionali e professionali: dalla Questura di Vibo Valentia al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, dalla Protezione civile “Associazione Augustus” alla Polizia di Stato, fino al contributo di psicologi esperti nella gestione delle emergenze.

Un’alleanza che dà il senso della portata dell’iniziativa: non una semplice attività scolastica, ma un percorso strutturato di educazione civica e responsabilità, costruito per insegnare ai più giovani a riconoscere il rischio, affrontarlo e reagire con lucidità.

Alla giornata inaugurale hanno preso parte il presidente di Ance Vibo Valentia Domenico Ceravolo, la vicepresidente Anita Ruffa, il funzionario del Comando dei Vigili del Fuoco Domenico Ferito, il direttore di Confindustria Vibo Anselmo Pungitore e la responsabile di Ance Vibo Valentia Gianna Russo.

La scuola come laboratorio di tutela della vita

A dare il via ai lavori è stata la dirigente scolastica Licia  Bevilacqua, che ha richiamato con forza il ruolo educativo della scuola anche sul terreno della sicurezza. Un passaggio centrale, perché il progetto punta proprio a superare l’approccio teorico e a trasformare l’istituto in un laboratorio aperto, dove la prevenzione diventa esperienza concreta.

Ed è qui che l’iniziativa mostra il suo valore più forte: educare i ragazzi non solo alla conoscenza dei pericoli che possono trovarsi davanti in casa, a scuola o nei luoghi pubblici, ma soprattutto alla consapevolezza che il rispetto delle regole è uno strumento diretto di protezione della vita propria e di quella altrui.

Dalle immagini del rogo alle simulazioni pratiche

Partendo proprio dalle immagini del tragico incendio di Capodanno, Domenico Ferito ha tenuto una lezione ad alto impatto emotivo e formativo, costruita su esempi concreti e sul coinvolgimento diretto degli studenti.

Si è parlato di cosa fare in caso di incendio, di come comportarsi se una stanza è invasa dal fumo, di quali scelte adottare in un locale pubblico in emergenza, fino alle manovre essenziali se prendono fuoco i propri vestiti o quelli di un’altra persona. Non solo teoria: i ragazzi hanno partecipato attivamente a simulazioni di situazioni di rischio e hanno utilizzato in prima persona strumenti e procedure utili a salvaguardare sé stessi e gli altri. È questo il cuore del progetto: non lasciare i giovani nel ruolo di spettatori passivi, ma renderli protagonisti consapevoli della prevenzione.

Un percorso che guarda al futuro

“Costruiamo ANChE Sicurezza” non si esaurirà in un singolo appuntamento. Il programma proseguirà anche nel prossimo anno scolastico con moduli teorici e pratici dedicati a temi sempre più centrali nella quotidianità degli studenti: dalla gestione delle emergenze nei luoghi affollati alla prevenzione dei rischi digitali, tra social network e cyberbullismo, fino alla sicurezza stradale, con particolare attenzione alle scelte responsabili nella guida notturna e ai pericoli legati ad alcol e sostanze.

In questo senso, il progetto lanciato da Ance Vibo Valentia segna un passaggio importante per il territorio: trasformare una tragedia in memoria attiva, e la memoria in formazione. Perché la sicurezza, prima ancora che una norma, è un’abitudine culturale. E impararla può davvero fare la differenza.

 

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