Dal silenzio alla parola, la voce di un giovane del Vibonese contro il bullismo

Presentato agli studenti dell’IIS “G. Peano” di Torino, "Sogno Fragile" è il memoir intenso e autentico di un ragazzo che racconta senza filtri il bullismo vissuto nell’adolescenza. Un libro nato dal dolore e trasformato in strumento di riscatto
sogno fragile

“Un libro rivolto a chi si è sentito diverso, incompreso, a chi lotta ogni giorno contro le proprie insicurezze. A chi, pur avendo il diritto di essere ascoltato, viene invece bullizzato”. Con queste premesse è stato presentato “Sogno Fragile”, l’opera di B.M., giovane autore originario del Vibonese, agli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Peano” di Torino. il libro è un memoir sincero sull’esperienza quotidiana di bullismo vissuta dall’autore durante l’adolescenza.

Senso di vuoto

“Un bullismo – ha spiegato B.M. – avvolto da silenzi, paure e domande senza risposta”. Spesso, infatti, non esistono spiegazioni valide per violenze che nascono dal nulla; la conseguenza è quasi sempre il ripiegamento su sé stessi, che alimenta un profondo senso di vuoto. La svolta per l’autore è arrivata grazie all’incontro con una figura chiave che gli ha restituito sicurezza, aiutandolo a uscire da quella “gabbia” e a capire di avere il diritto di parlare, quando, se e come vuole. Da qui nasce l’idea del libro: trasformare un trauma in una leva di forza, in una storia capace di tendere la mano a chiunque si senta oggi in trappola. Il racconto di una rinascita, capace di trasformare il dolore del bullismo in forza collettiva. Secondo B.M., la scuola gioca un ruolo determinante in questo percorso di guarigione, diventando l’ancora di salvataggio che permette ai ragazzi di reagire e rialzarsi. 

Un dialogo aperto

Un’iniziativa fortemente voluta e organizzata dalla dirigente scolastica, Maria Antonietta Neri, con il coadiuvo della Dsga, Rosellina Scuteri, e dalla referente Maria Scuteri, cui va il ringraziamento dell’autore, che nel momento in cui l’ha scritto mai avrebbe immaginato di dover presentare il suo lavoro davanti a una scolaresca. Invece è successo, con un incontro che si è trasformato in un dialogo aperto, centrando l’obiettivo primario che l’autore si era posto: rompere il muro dell’indifferenza. Gli studenti, infatti, veri protagonisti della giornata, hanno partecipato con domande puntuali e dirette, confermando il messaggio più importante dell’opera: rammentare che anche dalle difficoltà più profonde possono germogliare consapevolezza e forza d’animo.

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