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Dallo Stretto alla Luna: a Reggio nasce “Oxygen”, l’habitat per vivere nello spazio

La startup calabrese Isaisei Corporation premiata a Torino per il modulo abitativo espandibile. L’obiettivo del fondatore Gabriele Carrozza: "Primo sbarco entro il 2030 in un mercato da 18 miliardi di dollari"

È ancora presto per pensare di abitare sulla Luna. Intanto, però, in Calabria c’è chi sta sviluppando un progetto per farlo. È la startup innovativa “Isaisei Corporation” fondata nel 2022 da Gabriele Carrozza che è anche amministratore della società con sede a Reggio.
Ingegneria, design e intelligenza artificiale: Carrozza ha messo insieme un team di professionisti per realizzare Oxygen, un habitat lunare modulare pensato per sostenere una presenza umana prolungata sulla superficie lunare.

Lo scorso dicembre a Torino, nell’ambito del 10mo Ceas Space Conference 2025, Oxygen ha ricevuto il premio “Moon Market Annual Award” dalla Moon Village Association, una delle principali organizzazioni globali impegnate nello sviluppo della cosiddetta lunar economy.

Cos’è Oxygen 

Nel dettaglio si tratta di un’architettura abitativa ibrida, basata su moduli a volume espandibile capaci di offrire, una volta operativi, un ampio spazio interno a fronte di un ingombro di trasporto ridotto. Lo sguardo è alle future missioni finalizzate allo sviluppo di quella che molti immaginano sarà una vera e propria economia della Luna. Ma Oxygen nasce con una visione che va oltre i programmi istituzionali: non è un habitat pensato esclusivamente per governi e agenzie spaziali, ma una piattaforma abitativa progettata fin dall’inizio per essere accessibile anche a operatori privati.

“L’obiettivo è avere il primo modulo Oxygen sulla Luna entro il 2030”. La data l’ha fissata Carrozza secondo il quale “l’idea nasce dall’esperienza maturata nello sviluppo di soluzioni abitative pneumatiche integrate con sistemi intelligenti di gestione ambientale, gestione di sistemi di bordo e building automation. Da questa base tecnologica, le applicazioni spaziali sono state una naturale evoluzione: la nostra soluzione permette di ridurre costi e tempi di realizzazione delle future infrastrutture lunari e, rispetto ai moduli rigidi tradizionali, consente di moltiplicare fino a quattro volte il volume interno disponibile una volta dispiegato sulla superficie, a parità di massa e volume al momento del lancio”.

L’amministratore della startup calabrese è ottimista per il futuro: “La nuova economia lunare coinvolgerà sia agenzie spaziali internazionali sia operatori privati, in un mercato che, secondo le stime di settore, per le sole soluzioni abitative sulla Luna e poi su Marte è valutato intorno ai 18 miliardi di dollari. La fase di raccolta fondi in corso ci consentirà di accelerare le attività di ricerca e sviluppo e di avvicinarci alla costruzione del primo modulo operativo per il 2030”. (Ansa)

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