Dasà, il Consiglio di Stato respinge l’appello dell’Aterp: ok all’ordinanza per l’immobile incendiato

L’azienda regionale dovrà intervenire sull’edificio di edilizia popolare distrutto dalle fiamme nel 2020. Il Comune esulta

Nella partita tra Aterp e Comune di Dasà riguardante l’edificio di edilizia popolare incendiatosi in paese nel 2020, l’amministrazione retta dal sindaco Raffaele Scaturchio conduce per due reti a zero.

Dopo un primo ricorso perso al Tar contro un’ordinanza sindacale contingibile e urgente (n. 1/2025) per la “demolizione o ripristino, entro 30 giorni dalla notifica dell’atto, dell’immobile” (ordinanza n. 276/2025, del 5/06/2025, prima sezione del Tar Calabria, su ricorso n. 483/2025 presentato da Aterp Calabria), l’azienda di edilizia popolare soccombe anche nell’appello al Consiglio di Stato per la sospensiva della medesima ordinanza, respinto il 28 agosto dalla quinta sezione.

Dopo un primo ricorso perso al Tar contro un’ordinanza sindacale contingibile e urgente (n. 1/2025) per la “demolizione o ripristino, entro 30 giorni dalla notifica dell’atto, dell’immobile” (ordinanza n. 276/2025, del 5/06/2025, prima sezione del Tar Calabria, su ricorso n. 483/2025 presentato da Aterp Calabria), l’azienda di edilizia popolare soccombe anche nell’appello al Consiglio di Stato per la sospensiva della medesima ordinanza, respinto il 28 agosto dalla quinta sezione.

Commento dell’amministrazione

Una decisione di cui l’amministrazione comunale di Dasà prende atto con soddisfazione, in quanto la stessa “conferma la correttezza dell’azione intrapresa dall’amministrazione comunale, ribadendo che non sussiste alcun pericolo immediato tale da sospendere gli effetti dell’ordinanza con cui il Sindaco aveva disposto le giuste iniziative da intraprendere” verso una struttura ormai fatiscente e pericolosa.

Le spese sono state compensate, confermando la legittimità dell’azione del Comune a tutela della legalità e della sicurezza del territorio.

Una “decisione – dichiara Scaturchio – che rappresenta un importante riconoscimento della correttezza delle nostre scelte amministrative, finalizzate esclusivamente al bene della comunità e alla tutela dell’interesse pubblico. Cosa che continueremo a fare in futuro con determinazione e trasparenza per garantire il rispetto delle regole e la salvaguardia del nostro territorio”.

Il rogo

Volendo riassumere, la vicenda riguarda un edificio di edilizia popolare distrutto cinque anni fa, in piena pandemia, da un incendio fortuito che aveva reso inagibili otto abitazioni private, cacciato di casa altrettanti nuclei familiari e creato una situazione di degrado estremo (ancora sussistente), che aveva spinto il sindaco Raffaele Scaturchio a emettere la suddetta ordinanza, innescando la reazione dell’Ente regionale.

La questione, comunque, non è ancora chiusa. Resta pendente innanzi al Tar, infatti, un ulteriore ricorso contro la predetta ordinanza dello stesso tribunale amministrativo (quella di giugno), presentato da Aterp con la contestazione di varie mancanze da parte del Comune: “Violazione del principio del contraddittorio, della leale cooperazione, eccesso di potere per travisamento dei fatti e difetto dei presupposti”.

Si attende, pertanto, il terzo match – probabilmente a settembre – in cui, come sinora, il Comune di Dasà sarà difeso dall’avvocato Francesco Izzo, mentre Aterp dagli avvocati Domenico Colaci (esterno) e Paolo Petrolo (dell’Avvocatura dell’Azienda).

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