Il Comune di Dasà, nel Vibonese, è rientrato tra i Municipi monitorati per “l’applicazione del dispositivo normativo derivante dall’articolo 143 del Tuel riguardante le infiltrazioni mafiose negli enti locali”. A riportarlo è Gazzetta del Sud, che riferisce come la circostanza emerga per la prima volta dagli atti depositati dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’operazione antimafia “Habanero”, il cui processo è in corso davanti al Tribunale collegiale di Vibo Valentia.
L’informativa della Finanza
Secondo quanto riportato dal quotidiano, il riferimento emerge da un’informativa della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, delegata dal procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro Vincenzo Capomolla e dal pm Antonio De Bernardo. Nel documento, gli investigatori della Finanza scrivono che, “alla luce delle cariche politiche, delle frequentazioni e dei precedenti riconducibili all’ex sindaco Luciano Scaturchio e al figlio Raffaele Scaturchio, quest’ultimo nuovo sindaco”, appare “verosimile l’assoggettamento, l’ingerenza e il condizionamento della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale di Dasà”.
Le segnalazioni riportate dagli investigatori
Sempre secondo quanto riferito da Gazzetta del Sud, nell’informativa sono indicate per Raffaele Scaturchio, vicesindaco dal 2012 al 2015, sindaco dal giugno 2016 e rieletto nel 2021, 19 segnalazioni relative a soggetti con precedenti di polizia per associazione mafiosa, omicidio, estorsione, stupefacenti, armi e usura. Per l’ex sindaco Luciano Scaturchio, invece, riportate 4 segnalazioni. Il quotidiano ricorda inoltre che quest’ultimo è stato condannato in via definitiva a 7 anni nell’operazione “Tuono”, con pena già scontata e successiva riabilitazione.
Il monitoraggio nei Comuni delle Preserre vibonesi
Il monitoraggio della Prefettura di Vibo Valentia e delle forze dell’ordine sui Comuni delle Preserre vibonesi ha riguardato, secondo quanto riportato da Gazzetta del Sud, anche altri enti locali. Il quotidiano ricorda lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Acquaro, confinante con Dasà, e quello del Comune di Soriano Calabro, sciolto per la terza volta per infiltrazioni mafiose. Per il Comune di Acquaro ricordata inoltre l’incandidabilità in appello dell’attuale sindaco Giuseppe Barilaro, il 14 luglio scorso, in accoglimento di un ricorso del Ministero dell’Interno.



