Sarebbe stata aggredita e violentata da un collega di lavoro: è la ricostruzione fornita da una giovane che ha denunciato l’episodio del luglio 2024, quando lavorava in una località del Tirreno cosentino. La vicenda è stata al centro dell’incidente probatorio che si è concluso al Tribunale di Paola dinanzi al gip Maria Grazia Bellomusto.
La ragazza, assistita dall’avvocato Erica Pranno del Foro di Cosenza, è stata ascoltata in modalità protetta nel corso di un’audizione durata circa tre ore. L’esame della persona offesa era stato subordinato dal pm della Procura di Paola, Chiara Pezone, a una perizia medico-psichiatrica affidata al perito Antonio Ruffolo. L’accertamento ha attestato la piena capacità della giovane di testimoniare, evidenziando al contempo una condizione di particolare vulnerabilità e fragilità emotiva.
Per garantire la tutela della giovane, l’audizione si è svolta attraverso una stanza separata e con l’ausilio della psicologa e psicoterapeuta Catia Ferraro. Le parti, compreso l’indagato – difeso dall’avvocato Elena Maria Calabretta del Foro di Paola – hanno seguito l’atto tramite collegamento audio-video. Al termine dell’incidente probatorio, il gip ha restituito i fascicoli alla Procura di Paola per le determinazioni di competenza in merito all’eventualità di formulare l’imputazione. (Ansa)



