Depositi costieri e progetto Cascasi: il silenzio della politica e dell’associazionismo segna il futuro di Vibo Marina

Mentre incombe la decisione dell’Autorità portuale, l’allarme sull’impatto dei depositi costieri resta senza risposte istituzionali e sociali. Un’assenza che rischia di affossare lo sviluppo turistico del territorio

 Sono trascorsi tre giorni dalla conferenza stampa dell’imprenditore Francesco Cascasi, protagonista di un progetto turistico di 27 milioni nella realtà di Vibo Marina, dove ha lanciato l’allarme che il prossimo 19 dicembre, cioè tra pochi giorni, l’autorità del sistema portuale del Tirreno Meridionale dia una nuova concessione ventennale alla Meridionale Petroli per i depositi Costiera a Vibo Marina.

Una finestra sui depositi

Cascasi ha denunciato che una scelta simile sarebbe l’affossamento definitivo del suo progetto che prevede la costruzione di due hotel. Uno lo storico hotel Miramare nella prossima primavera sarà inaugurato, poi è prevista l’apertura di un altro hotel, la ristrutturazione di un ristorante, e la creazione di 300 posti barca. È evidente che se l’Autorità portuale dovesse concedere una nuova concessione ventennale suonerebbero a morte le campane, non solo per il progetto Cascasi, ma anche di un nuovo futuro turistico per Vibo Marina. Il rischio lo spiega bene Cascasi in un passaggio del suo intervento: “Chi mai la mattina vorrebbe aprire le finestre della propria camera d’albergo e affacciarsi su quei depositi di carburante?”.

Industria e sfruttamento

Purtroppo in Calabria si predica bene e si razzola male. Si pensa di poter tenere insieme una presunta industrializzazione che ha portato solo sfruttamento e deterioramento del nostro territorio e nello stesso tempo puntare sul turismo. Quando lo stesso presidente Occhiuto chiede di avere non uno ma addirittura due rigassificatori, uno su nave e uno a terra, a Gioia Tauro, lui che si definisce un innovatore, non fa altro che proporre sempre la stessa politica fallimentare di sempre. E sempre la stessa musica. Quando nel 1985, quaranta anni fa, da responsabile provinciale del Pci vibonese posi il problema della delocalizzazione dei depositi costieri e della riconversione del cementificio che veniva alimentato a carbone, fui travolto da una ondata di critiche da parte della Dc e del Psi locali, dell’amministrazione comunale del tempo, del sindaco, dell’autorità portuale, da Confindustria, ma anche da parte dei sindacati stessi.

Parlamentari e consiglieri regionali muti

Oggi c è maggiore consapevolezza e la situazione è migliorata. Ciò però, per molti versi, è ancora più grave visto che, nonostante la denuncia appassionata di Cascasi, nessuno ad oggi ha ripreso il suo appello. Non c’ è stato un parlamentare, dicasi un parlamentare, di destra sinistra centro, che abbia preannunciato ad oggi interventi per bloccare la conferenza dell’autorità portuale della settimana prossima. Non c’è stato un partito o un consigliere regionale che abbia allertato il consiglio e la giunta regionale.

E ancora: non c è stato un consigliere comunale o un assessore che abbia manifestato il suo pensiero. Non si capisce anche il silenzio del sindaco Enzo Romeo che pure il problema della delocalizzazione dei depositi aveva messo al centro della sua iniziativa andando anche a Roma presso il ministero competente. I prossimi giorni saranno decisivi e sarebbe sbagliato se la politica vibonese è calabrese non facesse sentire la sua voce sia chiedendo la sospensione della nuova concessione e sia lavorando per trovare un’area dove allocare i depositi costieri. Bisogna fare rumore nei prossimi giorni.

Vibo Marina, una Rimini

Il progetto Cascasi è fondamentale che vada avanti. Naturalmente al fianco del suo progetto vanno stimolate altre idee e investimenti. La stessa Confindustria e le altre associazioni di categoria devono attivarsi e uscire dal silenzio. Vibo Marina, non è da ora che lo dico, può essere tranquillamente la Rimini della Calabria. Per la morfologia del territorio pianeggiante, per affacciarsi sul mare, per la mitezza del clima, per essere vicina all’autostrada, per essere un centro abitato medio con servizi vari, potrebbe diventare un importante centro climatico che attira anziani da tutta Italia e anche dall’Europa per 12 mesi all’anno. Il mio intervento non vuole essere una critica a nessuno, ma solo uno stimolo.

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