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Depositi costieri, l’opposizione attacca: “Altro che svolta, è solo fumo negli occhi”

Centrodestra e liste civiche contro l’Amministrazione Romeo: "Un inganno ai cittadini che blinda i privati per anni. Manca un cronoprogramma e su ENI cala il silenzio"

Non si placa la tempesta politica dopo gli annunci della maggioranza sulla gestione dei depositi costieri a Vibo Marina. Con una nota congiunta, i gruppi di opposizione (Cuore Vibonese, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati) bocciano senza appello l’operazione condotta dal sindaco Enzo Romeo, definendola uno “spettacolo di propaganda” volto a mascherare quella che, a loro dire, sarebbe una “resa totale”.

L’accusa: “Un atto di sottomissione che favorisce i privati”

Secondo l’opposizione, dietro i proclami della giunta si celerebbe un’operazione debole e pericolosa. Il riferimento tecnico è all’Atto di Sottomissione (ex art. 38 del Codice della Navigazione): per il centrodestra, tale strumento non rimuove affatto i depositi, ma finisce per “blindarli” nel cuore della frazione costiera. “Questo passaggio porterà a una concessione formale – attaccano i gruppi di minoranza – garantendo ai privati il diritto pieno di restare nell’area per anni. Si trasforma una situazione precaria in una posizione forte per chi oggi occupa quel suolo, chiedendo persino pareri favorevoli per consolidare questo meccanismo”.

Assenza di garanzie e il “nodo” dei vent’anni

Il punto più critico sollevato dalle opposizioni riguarda la mancanza di impegni vincolanti. Viene denunciata l’assenza di un cronoprogramma certo, di studi di fattibilità e, soprattutto, di sanzioni in caso di mancato spostamento. “Il Comune firma una cambiale in bianco. La Meridionale Petroli ha solo l’obbligo di individuare un nuovo sito entro quattro anni, senza alcuna garanzia sulla realizzazione effettiva. Nel frattempo, potrà restare dov’è fino a vent’anni. Dietro la parola delocalizzazione si nasconde la permanenza a lungo termine senza vincoli reali”.

Sicurezza e l’interrogativo sullo stabilimento ENI

L’affondo si sposta poi sul tema della pubblica incolumità. Le opposizioni accusano l’amministrazione di irresponsabilità, sottolineando come gli impianti a rischio di incidente rilevante restino a ridosso delle abitazioni. Viene inoltre sollevato un pesante interrogativo sul silenzio riguardante lo stabilimento ENI: “Perché non viene mai citato? La pericolosità non cambia a seconda del nome sulle cisterne. Se si vuole liberare il waterfront, bisogna affrontare tutto il problema, non solo una parte”.

La richiesta: confronto immediato in Aula

Rifiutando quella che definiscono una “narrazione elettorale vuota”, i firmatari della nota chiedono che il testo integrale dell’Atto di Sottomissione venga portato immediatamente all’attenzione del Consiglio comunale. “Vibo Marina non ha bisogno di propaganda, ma di una politica seria che imponga tempi certi e sanzioni vere, senza lasciare zone d’ombra”.

Meridionale Petroli, svolta storica per il porto: quattro anni per lasciare Vibo Marina (video)

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