Depurazione a Oppido Mamertina, consegnati i lavori: impianto su beni confiscati ai clan

Un intervento da 2,6 milioni di euro, realizzato su terreni sottratti alle cosche, che segna un passo decisivo per l’uscita del Reggino dalla procedura d’infrazione comunitaria

Il suggello sui lavori, quantomeno sul piano simbolico, il subcommissario alla Depurazione Tonino Daffinà, lo aveva messo già nello scorso mese di agosto, con un apposito sopralluogo sul sito dell’impianto di Castellace di Oppido Mamertina, realizzato ad impatto zero, su un terreno confiscato alle cosche. A distanza di cinque mesi, è arrivata ieri la sottoscrizione del verbale di consegna che certifica l’esecuzione anche dell’intervento di collettamento della frazione di Messignadi perfettamente integrato nell’impianto di depurazione di Castellace

Chiuso il cerchio

In questo modo, il subcommissario ha sostanzialmente chiuso il cerchio sul cantiere, mettendo il tutto nero su bianco, nella sua sede, situata al settimo piano della Cittadella regionale, unitamente agli altri “attori” chiamati in causa: l’architetto Fabio Foti (Autorità Rifiuti e risorse idriche della Calabria), gli ingegneri Sabrina Silvia Gattuso (dell’impresa esecutrice dei lavori) e Francesco Viscomi (collaudatore dell’opera), l’architetto Luciano Antonio Macrì (Responsabile del procedimento e dell’area tecnica del Comune delegato dal sindaco pro tempore), ciascuno per le specifiche competenze. Nella fattispecie, il collettamento della frazione Messignadi permetterà alla nuova condotta fognaria di trasportare i reflui del Centro abitato di Oppido e del Comune di Varapodio, nonché quelli provenienti da Messignadi stessa, fino all’impianto di depurazione di località Ferrandina, previsto da un altro intervento dell’amministrazione locale. 

Valore

Il valore complessivo dell’opera, compreso l’impianto di Castellace, ammonta a 2.6 milioni di euro e costituisce uno degli step necessari per tirare fuori il centro del Reggino dalla procedura d’infrazione comunitaria 2014/2059. 

Daffinà

“E’ un risultato davvero significativo quello sottoscritto con il Comune di Oppido – ha commentato a conclusione del sopralluogo decisivo, il subcommissario Tonino Daffinà che agisce in perfetta sinergia con il commissario nazionale Fabio Fatuzzo -. Abbiamo ratificato, infatti, la consegna di un depuratore ad impatto zero, in una zona dalla quale sono completamente assenti cattivi odori e, soprattutto, su un terreno definitivamente sottratto alle mani della criminalità organizzata, come abbiamo voluto testimoniare con il sopralluogo effettuato con l’impresa e l’amministrazione comunale durante la scorsa estate”.

Peraltro, questa consegna dei lavori rappresenta la testimonianza del fatto che “stiamo dando un impulso significativo – ha concluso il subcommissario – alla buona depurazione nei comuni in procedura d’infrazione comunitaria 2014-2059, che ci consentirà, a breve, di inaugurare svariati altri impianti in vari angoli di questa meravigliosa regione. Ciò nella piena convinzione che si debba fare del turismo la sua principale risorsa, superando definitivamente gli ostacoli, figli di mali atavici, che ancora, seppur in parte, ne minano lo sviluppo dalle fondamenta”.

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