Regge in larga parte il quadro accusatorio formulato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nel processo “Maestrale 3”, celebrato con rito abbreviato. Il procedimento rappresenta un’importante diramazione della maxi-inchiesta “Maestrale”, incentrata su un’associazione dedita al traffico illecito di sostanze stupefacenti, con base nella provincia di Vibo Valentia e ramificazioni su scala nazionale e internazionale.
Il verdetto più pesante è toccato a Michele Galati, ritenuto il vertice dell’organizzazione, condannato a 20 anni di carcere — quattro in più rispetto ai 16 anni e 8 mesi richiesti dalla pubblica accusa. Condanne, seppur più lievi, anche per Armando Galati (2 anni), Rocco Ascone (1 anno e 6 mesi), Salvatore Ascone (5 anni e 8 mesi) ed Emanuele Mancuso (3 anni e 4 mesi). Assolti Francesco Barbieri, per il quale erano stati chiesti 3 anni, e Michele Silvano Mazzei, a fronte di una richiesta di 12 anni.
Il verdetto più pesante è toccato a Michele Galati, ritenuto il vertice dell’organizzazione, condannato a 20 anni di carcere — quattro in più rispetto ai 16 anni e 8 mesi richiesti dalla pubblica accusa. Condanne, seppur più lievi, anche per Armando Galati (2 anni), Rocco Ascone (1 anno e 6 mesi), Salvatore Ascone (5 anni e 8 mesi) ed Emanuele Mancuso (3 anni e 4 mesi). Assolti Francesco Barbieri, per il quale erano stati chiesti 3 anni, e Michele Silvano Mazzei, a fronte di una richiesta di 12 anni.
Secondo le indagini coordinate dalla Dda di Catanzaro, il gruppo aveva strutturato una vera e propria rete criminale transnazionale, il cui “core business” era l’importazione, il trasporto e la distribuzione di cocaina, eroina, marijuana e hashish. Le principali fonti di approvvigionamento sarebbero state individuate in Sudamerica e in Albania, con i carichi destinati ai porti italiani e poi smistati su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle province di Vibo Valentia e Cosenza, ma anche in regioni come Campania, Sicilia, Piemonte, Toscana e nel Nord Italia. Alcune spedizioni avrebbero toccato anche Brasile e Spagna.
Al centro del sistema, secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine e confermato dal giudice per l’udienza preliminare nell’ordinanza cautelare, ci sarebbe proprio Michele Galati: figura chiave nell’acquisto, nella gestione logistica e nella cessione delle sostanze stupefacenti.