Emma Bonino è morta a 78 anni. A darne notizia è stata +Europa: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai”. Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più riconoscibili e combattive della politica italiana degli ultimi cinquant’anni. Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino iniziò il suo percorso politico negli anni Settanta al fianco di Marco Pannella e del Partito Radicale. Divenne protagonista delle principali battaglie civili dell’epoca, dall’aborto al divorzio, fino ai diritti civili, alla giustizia e alla riforma del sistema carcerario.
Dalla Commissione europea al Governo
La sua carriera istituzionale si sviluppò tra Parlamento italiano, Parlamento europeo e Governo. Dal 1995 al 1999 fu commissaria europea, occupandosi di politica dei consumatori, pesca e aiuti umanitari d’emergenza, con un ruolo nelle crisi umanitarie nei Balcani e in Africa. Nel 2006 entrò nel Governo Prodi come ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee. Nel 2013 fu nominata ministra degli Affari esteri nel Governo Letta.
Diritti umani ed europeismo
Negli ultimi anni fu tra i fondatori di +Europa, mantenendo al centro del proprio impegno la difesa dello Stato di diritto, dei diritti umani, dei rifugiati e la battaglia per la moratoria universale della pena di morte. Per +Europa, la sua è stata “una lunga lotta” contro tutto ciò che negava le libertà e a favore della democrazia, della giustizia internazionale, dell’autodeterminazione delle donne e di un’Europa unita e federale. “Non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere”, si legge nella nota del partito, che conclude: “Grazie Emma, dal profondo del cuore”.



