Elezioni comunali a Serra, Damiani: la nostra comunità merita di più

Il candidato a sindaco affida a una lettera aperta ai cittadini le ragioni della sua scelta di scendere in campo. Il documento sarà distribuito al mercato settimanale, con un gazebo nel centro storico e porta a porta

È affidata a una lunga lettera aperta ai cittadini la discesa in campo di Vincenzo Damiani, candidato a sindaco di Serra San Bruno. Il documento, che rappresenta l’atto politico fondativo della sua candidatura, sarà distribuito giovedì al mercato settimanale e domenica prossima nel centro storico, dove i volontari allestiranno un apposito gazebo, oltre a essere consegnato direttamente nelle abitazioni dei serresi. 

I motivi

I motivi

Damiani spiega di aver scelto di candidarsi per amore del proprio paese e per la convinzione che Serra San Bruno, negli ultimi cinque anni, sia stata “particolarmente trascurata e abbandonata”. Da qui una riflessione più ampia sulla Calabria, descritta come una “terra dalle straordinarie potenzialità turistiche e ambientali”, ma anche come un “territorio che soffre per la progressiva perdita dei servizi essenziali”. 

Al centro della sua analisi c’è innanzitutto la sanità, con il “depauperamento dell’ospedale ‘San Bruno'” e la “necessità di rafforzare la medicina territoriale”, proseguendo e qualificando la “battaglia portata avanti negli anni da comitati e associazioni”. Ampio spazio riservato anche al tema della viabilità, segnata dall’”impraticabilità di strade provinciali e statali e dai ritardi nella realizzazione della Superstrada delle Serre, che continuano a isolare il territorio”. 

Damiani richiama poi l’attenzione sulla “mancata valorizzazione del patrimonio boschivo”, oggi caratterizzato – secondo il candidato – da “incuria, abbandono e insufficiente controllo”, e sul crescente “disordine che alimenta paura e insicurezza”. La sua candidatura nasce, dunque, dalla “volontà di partire proprio da queste criticità” per “costruire un progetto alternativo, serio e credibile”, capace di “guardare al futuro” e di “riaccendere la speranza di una rinascita della comunità”. 

Politiche sociali

Tra i punti qualificanti del programma figurano il “rafforzamento delle politiche sociali e dell’assistenza alle persone più fragili”, con un ruolo centrale dell’Ufficio di Piano, inteso “non solo come struttura amministrativa ma come luogo di programmazione e ascolto”. Centrale anche l’”attenzione alle famiglie in difficoltà, agli spazi pubblici per i bambini e ai servizi ludici e sportivi”, considerati “elementi fondamentali per una comunità viva”. 

Un passaggio rilevante è dedicato al rapporto con la scuola, che Damiani definisce “presidio essenziale di formazione e coesione sociale: il Comune – sottolinea – deve tornare a essere un interlocutore affidabile per studenti, famiglie e personale scolastico”. In tema di urbanistica, l’obiettivo indicato è uno “strumento moderno, orientato al recupero del centro storico e privo di nuovo consumo di suolo”, insieme a “interventi su viabilità, commercio e decoro urbano”. 

Attenzione specifica riservata anche al mondo dell’impresa, del commercio e dell’artigianato, con la proposta di costruire un “rapporto stabile di ascolto e confronto e di rendere il Comune un alleato concreto per chi lavora e investe sul territorio”. Sul piano finanziario, Damiani afferma la necessità di “superare il dissesto attraverso una gestione ordinaria, responsabile e rigorosa”, sostenendo che il dissesto “avrebbe potuto essere evitato con un piano di riequilibrio”. In questo quadro, indica come obiettivo anche l’”alleggerimento graduale della pressione fiscale” e ipotizza agevolazioni, come l’”esenzione temporanea dall’IMU per chi recupera immobili nel centro storico”. 

Criticità in opportunità

Legalità, rigore morale e trasparenza indicati come “principi irrinunciabili dell’azione amministrativa”. Pur riconoscendo la complessità dei problemi, Damiani assume l’impegno di battersi per “trasformare le criticità in opportunità, dare visibilità al territorio e far sentire con forza la voce di Serra San Bruno presso gli enti sovracomunali”. 

Il possibile cambiamento

In conclusione, Damiani lancia un “richiamo al valore della presenza tra la gente e alla condivisione delle difficoltà quotidiane”, nella convinzione che “solo così si possano rivendicare diritti e ricostruire un senso di appartenenza oggi smarrito”, aprendo la strada a un “possibile cambiamento per la comunità serrese”.

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