Emergenza idrica a Cancello Rosso, il caso dei cantieri finisce in Consiglio: verificare se gli scavi hanno danneggiato le condotte

L’ordine del giorno urgente di Cuore Vibonese, sottoscritto dall’opposizione di centrodestra e da Antonella Petracca (Gruppo Misto), chiede verifiche immediate sulla rete idrica e l’accertamento di eventuali responsabilità delle imprese

Non è soltanto una questione d’acqua che manca. È una questione di come si fanno i lavori pubblici a Vibo e di cosa accade quando più cantieri intervengono contemporaneamente sulla stessa porzione di città. Il tema è entrato nell’ultimo Consiglio comunale attraverso un ordine del giorno urgente presentato dal gruppo consiliare Cuore Vibonese, sottoscritto dai consiglieri di opposizione del centrodestra e dalla consigliera del Gruppo Misto Antonella Petracca. Il documento è stato illustrato in aula dal consigliere Giuseppe Russo. Ma è stato bocciato dalla maggioranza di centrosinistra. C’è da ipotizzare che il tutto possa essere discusso nella prossima seduta.

L’ordine del giorno riguarda la grave e prolungata carenza idrica registrata nelle ultime settimane a Cancello Rosso e Contrada Buffetta, zone residenziali a brevissima distanza dal Municipio. I consiglieri riconoscono le difficoltà legate all’estate, all’ondata di calore e alle riduzioni di portata comunicate da Sorical per la siccità, ma evidenziano come quelle aree non avessero storicamente registrato un disservizio di tale entità e continuità. Il punto dell’ordine del giorno è preciso: verificare se esista un collegamento tra l’emergenza idrica e la sequenza di cantieri che ha interessato la zona negli ultimi mesi.

Quattro cantieri, una rete da verificare

Nel documento vengono elencati gli interventi eseguiti nell’area: i lavori di riqualificazione urbana, con rifacimento di manto stradale e marciapiedi finanziati con fondi Pnrr; gli scavi per fibra ottica e metanodotto e altri sottoservizi; i lavori del progetto comunale “Maione 2”, destinato al convogliamento e raccordo delle acque meteoriche. A questi interventi si è aggiunto l’avvicendamento delle diverse imprese esecutrici, con ripetuti lavori di ripristino, rattoppo e asfaltatura delle sedi stradali solo in rarissimi casi è stata tenuta sotto controllo da chi di competenza.

Ed è proprio qui che nasce il dubbio messo nero su bianco nell’ordine del giorno: durante gli scavi o nelle successive fasi di ripristino, le condotte dell’acqua potabile potrebbero avere subito danneggiamenti, schiacciamenti od ostruzioni non rilevati, poi ricoperti dalle successive asfaltature. Non è una conclusione: è il motivo per cui viene chiesta una verifica tecnica.

Saracinesche aperte e chiuse per tamponare l’emergenza

C’è poi un elemento particolarmente significativo contenuto nel documento. Secondo quanto riportato nell’ordine del giorno, l’emergenza viene attualmente affrontata in maniera provvisoria attraverso la continua apertura e chiusura manuale delle saracinesche di zona, nel tentativo di deviare la portata idrica da una strada all’altra. Una soluzione che, secondo i proponenti, non risolverebbe però il problema alla radice. Ed è su questo che il Consiglio comunale viene chiamato a impegnare sindaco e assessore competente: attivare immediatamente i tecnici comunali e del servizio idrico, insieme alle imprese che hanno eseguito i lavori, per effettuare prove di pressione e portata sulla rete di Cancello Rosso e Contrada Buffetta.

Non solo. L’ordine del giorno chiede ispezioni e saggi nei punti interessati dagli scavi, per accertare l’eventuale presenza di ostruzioni, lesioni o strozzature provocate dai cantieri.

Se c’è un danno, bisogna individuare chi lo ha provocato

Il documento introduce anche un passaggio sulle eventuali responsabilità. Se dagli accertamenti dovesse emergere che i sottoservizi idrici sono stati danneggiati durante i lavori di riqualificazione o di posa delle infrastrutture, viene chiesto di accertare le responsabilità delle ditte esecutrici. E infine viene chiesta una comunicazione tempestiva sia alla cittadinanza sia al Consiglio comunale sugli esiti delle verifiche e sui tempi necessari per il ritorno alla normale erogazione dell’acqua.

Il problema che va oltre Cancello Rosso

È qui che l’ordine del giorno assume un peso politico più ampio. Perché Cancello Rosso non è soltanto una storia di acqua e saracinesche. È una storia di cantieri che si sono sovrapposti, sottoservizi da coordinare, imprese diverse intervenute sulle stesse strade e ripristini successivi agli scavi. Ed è inevitabile che il caso riporti alla memoria la grande stagione di lavori che ha interessato Vibo negli ultimi anni: Pnrr, rigenerazione urbana e altri finanziamenti che hanno portato sulla città una massa di investimenti indicata nell’ordine dei 160 milioni di euro, con stime che arrivano anche a 180 milioni.

Molte opere sono state completate. Altre devono ancora essere ultimate. Ma proprio mentre una parte consistente degli interventi è ormai arrivata alla conclusione, comincia a essere possibile mettere a confronto progetti, tempi, costi, varianti, problemi emersi durante i lavori e risultato finale. Senza dimenticare il metodo utilizzato per incarichi e progettazioni.

Il nodo della direzione e dei controlli

L’ordine del giorno non dice che i cantieri abbiano provocato la crisi idrica. Chiede di verificarlo. Ed è una distinzione fondamentale. Ma pone, indirettamente, una questione che riguarda l’intero sistema dei lavori pubblici: chi coordina interventi diversi quando insistono sugli stessi sottoservizi? Chi controlla ciò che viene scavato e ciò che viene ricoperto? Chi verifica prima che una strada venga nuovamente asfaltata che sotto quella strada sia tutto integro e funzionante?

Sono domande che non riguardano una sola amministrazione e non possono essere ridotte allo scontro tra maggioranza e opposizione. Perché quando si movimentano decine di milioni di euro di risorse pubbliche, la qualità della progettazione e il controllo sull’esecuzione diventano parte integrante dell’opera, non un aspetto accessorio.

Discussione che il Consiglio deve ancora affrontare fino in fondo

A Vibo, tuttavia, manca ancora una discussione organica sulla grande stagione dei lavori pubblici. Non soltanto sulle singole opere, ma sul meccanismo complessivo che ha consentito di programmare, progettare, affidare e realizzare una quantità così imponente di interventi in pochi anni. L’ordine del giorno porta in aula un episodio concreto. Una rete idrica che non garantisce più il servizio come prima. Una zona sottoposta a numerosi scavi. Una serie di imprese intervenute. Ripristini e asfaltature. E il dubbio, tutto da verificare, che qualcosa possa essere accaduto sotto la strada. La risposta non può essere politica, bensì tecnica, documentale e, se necessario, accompagnata dall’individuazione delle responsabilità.

Ma da qui può partire una discussione più ampia. Perché dietro ogni cantiere ci sono un progetto, un responsabile, una direzione dei lavori, controlli e un’opera che deve funzionare anche dopo l’inaugurazione.

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