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Falsi braccianti, condanne confermate. Diciotto imputati e un’azienda al centro della vicenda

Secondo l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura della Repubblica di Locri, gli imputati avrebbero simulando rapporti di lavoro agricolo mai esistiti
riforma giustizia

La Corte d’Appello ha messo la parola fine al processo che vedeva imputati 18 presunti falsi braccianti agricoli e il datore di lavoro di un’azienda con sede a Careri, nel cuore della Locride, confermando integralmente le condanne già inflitte in primo grado. Secondo l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura della Repubblica di Locri, gli imputati avrebbero posto in essere una truffa ai danni dello Stato, simulando rapporti di lavoro agricolo mai esistiti.

Il danno all’Inps

L’ente previdenziale, l’Inps, sarebbe stato indotto in errore attraverso false attestazioni, erogando indebitamente prestazioni economiche a soggetti che non ne avevano diritto. Un sistema che i giudici hanno ritenuto provato anche nel secondo grado di giudizio, confermando così le responsabilità penali contestate.

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