Ferrara avverte: il 2026 sarà un banco di prova per le imprese calabresi. Unindustria: serve continuità negli interventi

Scenario globale instabile e crescita regionale ancora fragile. Le aziende chiedono certezze e strumenti per non frenare gli investimenti

Senza perifrasi e senza diplomazie, Aldo Ferrara mette subito a fuoco il nodo centrale: “Gli imprenditori sono consapevoli che il 2026 sarà un anno complesso”. Il presidente di Unindustria Calabria, intervistato dalla Gazzetta del Sud in edicola oggi, collega questa previsione a uno scenario internazionale sempre più incerto, dove crisi geopolitiche, tensioni sui mercati e volatilità finanziaria rendono difficile qualsiasi pianificazione di medio periodo. Un’instabilità che, sottolinea, non resta confinata ai grandi numeri dell’economia globale ma arriva dritta sui territori, colpendo filiere produttive, export e accesso al credito.

Solidità alle aziende calabresi

Solidità alle aziende calabresi

Proprio per questo, spiega Ferrara, il sistema confindustriale regionale sta cercando di rafforzare le fondamenta delle aziende calabresi: “Stiamo lavorando per dare solidità alle imprese”, un obiettivo che significa supporto alla capitalizzazione, strumenti per accompagnare gli investimenti e una maggiore capacità di affrontare shock esterni senza bloccare la crescita. Il quadro, però, non parte da zero. Anzi, secondo la lettura degli imprenditori, il 2025 ha lasciato segnali incoraggianti, soprattutto nella prima metà dell’anno. “I risultati sono stati positivi – evidenzia Ferrara – e riteniamo che Agenda Calabria abbia avuto un ruolo decisivo”. Il programma, varato insieme alla Regione, ha prodotto quello che il presidente di Unindustria definisce “lo shock economico auspicabile”, riaccendendo un motore che negli anni precedenti aveva girato a vuoto. Incentivi, bandi e strumenti finanziari hanno dato ossigeno a chi voleva investire, innovare o semplicemente consolidare la propria posizione.

Serve continuità e rapidità

Ma proprio questo passaggio impone ora una scelta di responsabilità. “Abbiamo costruito strumenti che hanno dato fiato agli investimenti – avverte – ora è il momento di dare corpo e fiducia a quella strategia”. Tradotto: la fase iniziale, quella dell’avvio e della spinta, non basta più. Serve continuità, rapidità nell’attuazione e soprattutto coerenza politica e amministrativa per evitare che quanto messo in moto si disperda. Il rischio, secondo Ferrara, è che l’attenzione si allenti proprio quando il contesto internazionale diventa più ostile. Ed è qui che il 2026 si profila come un anno chiave: o si consolida quanto costruito finora, trasformando gli interventi straordinari in una politica industriale strutturale, oppure la Calabria rischia di perdere l’abbrivio conquistato. Gli imprenditori, conclude, non chiedono miracoli, ma regole chiare, tempi certi e una strategia che non cambi a ogni stagione. In un’economia fragile, anche un solo passo indietro può costare caro.

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