Un bene sottratto alla criminalità organizzata che finisce al centro di un’indagine per utilizzo improprio. La Procura della Repubblica di Crotone, sotto la direzione del procuratore capo Domenico Guarascio, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari in merito alla gestione della Sala Multimediale Cinema-Teatro “Eraclea”.
L’inchiesta e le accuse
Al centro degli accertamenti, condotti dai Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, c’è l’uso della struttura pubblica per festeggiamenti privati legati alla vittoria elettorale del sindaco Maria Grazia Vittimberga. Il teatro in questione non è un immobile qualunque: si tratta di un bene già sequestrato nell’ambito della storica operazione della DDA di Catanzaro denominata “Jonny”, che aveva colpito duramente le infiltrazioni della cosca Arena.
I destinatari del provvedimento sono due: il co-gestore del bene: in qualità di incaricato di pubblico servizio, avrebbe distolto la struttura dalle finalità istituzionali prescritte dall’autorità giudiziaria per consentire i festeggiamenti; un componente del comitato elettorale “Vittimberga Sindaco”: accusato di non aver comunicato al questore lo svolgimento della riunione in un luogo aperto al pubblico.
I reati contestati
Il quadro accusatorio delineato dagli inquirenti è dunque pesante. In particolare, le contestazioni, a vario titolo, includono il reato di peculato e la violazione delle norme del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) riguardanti l’omesso preavviso per le pubbliche riunioni. L’attività investigativa, definita “tempestiva e rigorosa” dagli organi inquirenti, mira a chiarire la regolarità dell’accesso a un bene che, proprio per il suo valore simbolico di riscatto dalla criminalità, è sottoposto a vincoli d’uso estremamente rigidi.


