La comunità religiosa di Filadelfia ha vissuto una giornata destinata a rimanere nella storia locale con l’insediamento ufficiale di don Rocco Antonio Suppa, nuovo parroco delle chiese di Santa Barbara, San Teodoro e San Nicola di Bari. Non un semplice passaggio di consegne, ma un vero abbraccio collettivo che ha coinvolto fedeli, clero e istituzioni con il sindaco Anna Bartucca in prima fila. A suggellare l’inizio del ministero di don Rocco è stata la presenza solenne del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, affiancato da una nutrita rappresentanza di sacerdoti provenienti da tutto il territorio vibonese. Un segno concreto del legame profondo che unisce il nuovo parroco alla diocesi e alle sue comunità. La cerimonia, intensa e partecipata, ha visto anche la presenza dei sindaci di Filadelfia e Dinami, a testimonianza del valore non solo religioso ma anche sociale di un momento che apre una nuova fase per la vita cittadina.
Una svolta storica per le parrocchie di Filadelfia
Nel suo primo saluto alla comunità, don Rocco Suppa ha sottolineato la portata storica della scelta voluta dal vescovo: per la prima volta, realtà parrocchiali che per secoli hanno camminato separatamente vengono oggi affidate a un’unica guida pastorale. “Nasce una comunità pastorale che comprende Santa Barbara, San Teodoro, San Nicola e Montesordo – ha spiegato –. Insieme ai sacerdoti don Gregorio e don Francois, e in futuro anche don Giovanni D’Angelo, cammineremo come comunità presbiterale e come popolo di Dio. L’importante è andare tutti verso Cristo, che è la nostra roccia, la nostra meta, via, verità e vita”. Parole che hanno trovato eco anche nello studioso Michele Furci, autore del volume Storie delle parrocchie, che ha ricordato come nella lunga tradizione religiosa filadelfiese non si fosse mai assistito a una riorganizzazione di questo tipo.
L’unità come chiave del cammino futuro
Nel presentare il nuovo parroco, il vescovo Attilio Nostro ha rimarcato l’importanza di una guida capace di fare da ponte tra le necessità spirituali e quelle materiali delle persone, in un tempo segnato da fragilità sociali e bisogno di punti di riferimento. Don Rocco ha ripreso il pensiero di Papa Giovanni XXIII, il “Papa buono”, ricordando che “al primo posto vanno messe le cose che ci uniscono, non quelle che ci dividono”. Un invito chiaro a superare vecchie incomprensioni, storie del passato e piccole fratture che spesso appesantiscono il cammino delle comunità. “Se mettiamo da parte tutto ciò che ci appesantisce – ha detto – possiamo costruire davvero una comunità. Dove c’è una comunità viva c’è un popolo che si converte; dove non c’è comunità, la conversione non è mai iniziata”.
Una chiesa che cammina insieme
Il riferimento alla prima lettera di San Paolo ai Corinzi ha rafforzato il messaggio di unità e di “sentire comune” come fondamento della nuova esperienza pastorale. Non un progetto basato sulle capacità umane, ha chiarito don Rocco, ma su un cammino condiviso sostenuto dalla fede e dall’aiuto di Dio. L’insediamento di don Rocco Antonio Suppa segna così l’avvio di una stagione nuova per Filadelfia: una chiesa che sceglie di camminare insieme, superando confini storici e puntando su comunione, corresponsabilità e vicinanza alle persone.
Un momento carico di emozione, ma soprattutto di speranza, che apre una pagina inedita nella vita religiosa del territorio vibonese.


