Dopo l’intervento del gruppo Cuore Vibonese, sul rinnovo ventennale della concessione demaniale alla Meridionale Petroli nel porto di Vibo Marina arriva anche la dura presa di posizione di Forza Italia Vibo Valentia.
Gli azzurri, tramite la segretaria cittadina Carmen Corrado, parlano di esito ampiamente prevedibile e puntano il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo, accusata di aver alimentato illusioni senza mai tradurle in atti concreti. La concessione, rinnovata dall’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, blinda fino al 2045 la presenza del deposito costiero di oli minerali all’interno dell’area portuale.
“Lo avevamo previsto”
“Forza Italia lo aveva detto chiaramente mesi fa: la strategia del sindaco era destinata al fallimento”, si legge nel comunicato. In particolare il partito contesta l’annuncio della delocalizzazione dell’impianto e la previsione di una tempistica di 30 mesi per completare il trasferimento a Porto Salvo, giudicata da subito irrealistica. Secondo gli azzurri, chiunque conosca le procedure amministrative sa che un’operazione di questo tipo richiede tempi lunghissimi tra varianti urbanistiche, autorizzazioni ambientali, espropri, concessioni demaniali e iter burocratici complessi.
Gli strumenti c’erano, ma non sono stati usati
Il passaggio politicamente più pesante riguarda il ruolo del Comune. Forza Italia sottolinea come l’amministrazione avesse la possibilità di incidere davvero sul procedimento, modificando il Piano Strutturale Comunale per destinare l’area portuale esclusivamente a funzioni turistiche, creando così un vincolo urbanistico opponibile in Conferenza dei Servizi. La Meridionale Petroli aveva comunicato per tempo l’intenzione di chiedere il rinnovo della concessione. Il margine operativo, secondo il partito, esisteva. “Il tempo c’era – scrivono gli azzurri – è mancata la volontà politica o, peggio, la competenza amministrativa per trasformarla in atti concreti”.
La delibera che non bastava
Durissimo anche il giudizio sull’affidamento quasi esclusivo alla delibera unanime del Consiglio comunale sulla delocalizzazione. Per Forza Italia si è trattato di un errore grave: un atto di indirizzo politico, privo di varianti urbanistiche e provvedimenti cogenti, non può in alcun modo fermare una concessione demaniale che tutela interessi economici rilevanti. Una scelta che, secondo il partito, ha mostrato tutta l’impreparazione dell’amministrazione.
“Propaganda al posto del governo del territorio”
Nel comunicato viene denunciata anche l’assenza di una strategia tecnica strutturata. Secondo gli azzurri sarebbe stato necessario affidarsi a un gruppo di professionisti esperti in materia urbanistica, ambientale e demaniale per costruire una vera opposizione amministrativa al rinnovo. Al contrario, sostengono, si è preferita la strada degli annunci, delle conferenze stampa e delle dichiarazioni pubbliche. Il risultato, per Forza Italia, è sotto gli occhi di tutti: concessione rinnovata, stabilimento blindato per vent’anni e prospettive di riqualificazione turistica rinviate alla metà degli anni Quaranta.
Una sconfitta per lo sviluppo di Vibo Marina
Il partito azzurro conclude parlando di una occasione storica persa. Con il rinnovo non viene solo confermato un impianto industriale, ma viene congelata ogni reale possibilità di trasformazione del porto in chiave turistica, insieme agli investimenti privati e alla visione di un waterfront moderno. “I cittadini meritano amministrazioni capaci di governare il territorio – afferma Forza Italia – non parole al vento utili solo alla propaganda”. Una chiusura netta: quanto accaduto, per gli azzurri, dimostra che la delocalizzazione è rimasta uno slogan privo di strumenti concreti per diventare realtà.


