Dopo la rottura della condotta del gas in via degli Artigiani, che ha portato all’evacuazione di migliaia di persone, interviene Giovanni Carè, giovane studente iscritto all’Università di Catanzaro e già candidato al Consiglio comunale di Vibo Valentia alle Amministrative del 2024, con Francesco Muzzopappa candidato a sindaco. Carè è anche ex rappresentante delle Consulte studentesche della provincia.
“Un’emergenza gestita senza conseguenze peggiori”
Secondo Carè, l'”evacuazione di studenti, docenti, personale scolastico e cittadini si è conclusa senza conseguenze più gravi”, ma “è stata resa più complessa dalla presenza del cantiere e dalle condizioni della viabilità e dei percorsi di deflusso. I lavori – sottolinea – sono importanti e necessari, e un incidente può sempre verificarsi: proprio per questo, più un intervento è complesso, più devono essere accurate programmazione, gestione delle interferenze e misure di sicurezza”. A suo avviso, i lavori “dovevano essere programmati in modo da ridurre al minimo i disagi, soprattutto con l’avvio dell’anno scolastico”.
L’area di evacuazione
Il punto su cui Carè invita a riflettere riguarda l’area che il Piano comunale di Protezione civile destina all’evacuazione: era interessata dal cantiere e, in quelle condizioni, non risultava utilizzabile per la sua funzione. Ricorda inoltre che la dirigente scolastica “aveva chiesto formalmente al Comune, il 22 settembre, un incontro per affrontare le criticità legate al cantiere e individuare e formalizzare un’area alternativa di raccolta”. Per Carè, “alcune criticità erano evidenti prima dell’emergenza e qualcosa in più poteva e doveva essere previsto e soprattutto verificato concretamente. Non per cercare colpe a tutti i costi – precisa – ma perché le procedure di evacuazione di una scuola che ospita migliaia di persone devono essere concrete, aggiornate e praticabili anche nelle condizioni create da un cantiere”.
Responsabilità e studenti
Carè accoglie positivamente la posizione del sindaco, che ha annunciato di voler andare fino in fondo e accertare le eventuali responsabilità tecniche, amministrative o politiche, e si augura che il percorso “sia portato a termine”. Chiede poi di “guardare a ciò che deve essere fatto adesso: se per gli studenti del Liceo Berto disposta la sospensione delle attività didattiche”, auspica che lo stesso “sia fatto per quelli del Liceo Capialbi che frequentano il plesso presso la Provincia, qualora le condizioni di sicurezza non siano ancora state pienamente verificate e garantite”.
La proposta: una cittadella scolastica
Oltre all’accertamento delle responsabilità, Carè rilancia un’idea che dice di aver portato all’attenzione delle istituzioni ai tempi delle Consulte: una “vera cittadella scolastica, moderna, sicura e accessibile, con spazi adeguati, servizi, aree verdi, parcheggi, collegamenti efficienti e percorsi di evacuazione realmente funzionali. Potrebbe sorgere – suggerisce – nell’area dei nuovi istituti industriale e alberghiero, ed essere progettata con criteri moderni di sicurezza, mobilità e sostenibilità. Un progetto che, secondo lui, potrebbe anche decongestionare il traffico cittadino nelle ore di punta”. Propone inoltre di valutare, con una “programmazione pluriennale”, se le “risorse oggi destinate alla locazione di immobili per le attività scolastiche possano essere investite in strutture di proprietà pubblica”. Una “discussione complessa”, riconosce, ma “è forse il momento che Comune e Provincia si siedano a un tavolo per progettare il futuro delle scuole con una visione che guardi ai prossimi decenni”.
“Amministrare significa anche prevedere”, conclude Carè, che rivolge un plauso alla dirigente Licia Bevilacqua, ai docenti, al personale Ata e a quanti hanno contribuito a gestire l’emergenza e a tutelare gli studenti. “Ora servono chiarezza, prevenzione e programmazione.”



