Furti d’auto in aumento, l’incubo che mette in ginocchio famiglie e lavoratori

Crescono nel Vibonese le denunce per utilitarie rubate. La scoperta di Filandari conferma una centrale del riciclaggio di auto e pezzi di ricambio

Una nuova ondata di furti d’auto sta alimentando paura e preoccupazione nel Vibonese. Non soltanto intimidazioni e attentati: nelle ultime settimane sono aumentate sensibilmente anche le denunce per vetture rubate, soprattutto utilitarie, finite nel mirino di una criminalità che appare sempre più organizzata. Il furto di un’auto, del resto, non è mai soltanto un reato contro un bene materiale. È un gesto odioso che spesso colpisce le famiglie più umili, chi ogni mattina si alza presto per andare a lavorare, accompagnare i figli a scuola o semplicemente affrontare la quotidianità. Ritrovarsi improvvisamente con soltanto le chiavi in mano significa perdere un mezzo indispensabile, subire un danno economico pesante e vivere giorni di rabbia e frustrazione.

La denuncia dopo il furto: pratica burocratica

Molti sperano in una mobilitazione immediata, in una corsa contro il tempo per ritrovare la propria vettura. Invece, dopo lo choc iniziale, resta quasi sempre soltanto l’iter burocratico: la denuncia, le assicurazioni, le attese. Quasi una pratica da evadere. Tempo prezioso per la banda di criminali e balordi e un’altra mazzata per chi ha già subito un torto e un danno difficile da assorbire.

Segnalazioni e denunce raccolte dalle forze dell’ordine raccontano di un fenomeno in costante crescita tra Vibo Valentia e i centri della provincia. Un allarme che trova ora una conferma concreta nell’operazione della Polizia di Stato che ha portato alla scoperta, a Filandari, di una vera e propria centrale del riciclaggio di auto e pezzi di ricambio di provenienza illecita.

Il blitz dopo il segnale GPS

L’intervento degli investigatori della Squadra Mobile, supportati dalla Polizia Stradale e dalla Scientifica, è scattato il 13 maggio grazie al segnale GPS di un’auto rubata il 25 aprile a Napoli. Il dispositivo satellitare ha localizzato il veicolo all’interno di un deposito nel territorio di Filandari. Sul posto i poliziotti hanno trovato il gestore dell’area, che aveva la disponibilità esclusiva delle chiavi del cancello e dei capannoni. La successiva perquisizione ha consentito di scoprire diverse parti meccaniche e componenti di carrozzeria appartenenti proprio all’auto rubata nel capoluogo campano.

Vetture smontate e motori di provenienza furtiva

L’assenza di documentazione fiscale o prove d’acquisto ha spinto gli agenti ad approfondire i controlli estendendoli all’intera struttura. È emerso così un quadro ancora più inquietante. All’interno del deposito è stata trovata un’altra vettura già parzialmente cannibalizzata, risultata rubata a Pizzo la sera precedente. Poco distante gli investigatori hanno rinvenuto una scocca privata di numerosi pezzi e sei motori appartenenti a differenti modelli e cilindrate. Gli accertamenti immediati effettuati insieme alla Polizia Stradale hanno confermato la provenienza furtiva di almeno uno dei propulsori sequestrati.

Sequestri e denuncia

Tutto il materiale rinvenuto è stato repertato dalla Scientifica e posto sotto sequestro preventivo. Per il gestore dell’area è scattata la denuncia a piede libero con l’accusa di ricettazione. L’operazione rappresenta un tassello importante nell’attività investigativa portata avanti dalle forze dell’ordine per arginare un fenomeno che sta creando crescente allarme sociale nel territorio vibonese. Dietro il furto delle utilitarie, infatti, potrebbe nascondersi un sistema ben organizzato finalizzato ad alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio.

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