Quanto accaduto all’interno della Cittadella regionale non può più essere considerato un semplice fatto di cronaca. A lanciare l’allarme è il dirigente del sindacato CSA-Cisal, Gianluca Tedesco, che parla di un “ennesimo campanello d’allarme su gravi criticità nella sicurezza dei luoghi di lavoro”. Una situazione che “desta forte preoccupazione tra i dipendenti” e che, secondo il sindacato, “non può e non deve più essere sottovalutata”.
Quanto accaduto all’interno della Cittadella regionale non può più essere considerato un semplice fatto di cronaca. A lanciare l’allarme è il dirigente del sindacato CSA-Cisal, Gianluca Tedesco, che parla di un “ennesimo campanello d’allarme su gravi criticità nella sicurezza dei luoghi di lavoro”. Una situazione che “desta forte preoccupazione tra i dipendenti” e che, secondo il sindacato, “non può e non deve più essere sottovalutata”.
I fatti
Nella mattinata di ieri, a seguito della segnalazione di alcuni dipendenti della U.O.A. “Transizione Digitale” del Dipartimento per la Programmazione Unitaria, ubicata all’ottavo piano della Cittadella regionale, sono intervenuti i militari dell’Arma dei carabinieri per accertare un nuovo furto. Il sindacato CSA-Cisal esprime un “ringraziamento all’Arma dei carabinieri, la cui professionalità e attenzione hanno consentito di verificare con rigore ogni circostanza dell’accaduto, assicurando il corretto svolgimento delle indagini e garantendo un immediato supporto ai lavoratori coinvolti”.
Dai primi riscontri è emerso che “ignoti hanno forzato cinque armadi e sottratto un computer portatile HP ProBook, strumento di lavoro abilitato anche per lavoratori con disabilità. La gravità del furto – sottolinea il sindacato – non riguarda soltanto il valore economico del bene, ma soprattutto il ruolo fondamentale che tale strumento riveste per l’attività lavorativa quotidiana e per l’inclusione nei luoghi di lavoro. Negli ultimi mesi, negli stessi uffici, si sono verificati ulteriori furti di materiale informatico essenziale: una telecamera professionale per videoconferenze, un hard disk contenente dati di lavoro e diverse periferiche, come mouse e webcam, indispensabili per lo svolgimento delle attività quotidiane. Elementi che rendono ormai evidente come non si tratti di episodi isolati né casuali”.
Le conseguenze
Secondo quanto segnalato dal CSA-Cisal, l’”ultimo furto potrebbe essere stato favorito dal periodo di fine anno, durante il quale la presenza di personale negli uffici è fisiologicamente ridotta. Episodi come questo confermano l’urgenza di rafforzare le misure di sicurezza e di controllo all’interno della struttura, al fine di tutelare sia i lavoratori sia gli strumenti di lavoro”.
Il problema, però, non riguarda esclusivamente gli uffici. Anche le autovetture dei dipendenti e dei visitatori parcheggiate nelle aree esterne della Cittadella risultano frequentemente oggetto di furti o danneggiamenti. Una situazione che evidenzia una “criticità complessiva del sistema di sicurezza” e che “richiede interventi coordinati, sia negli spazi interni sia nelle aree esterne”.
Per il sindacato “è inaccettabile che la Cittadella regionale, simbolo dell’amministrazione pubblica, sia teatro di furti e intrusioni così frequenti. In queste condizioni – sottolinea il CSA-Cisal – nessuno può sentirsi realmente tutelato, né per quanto riguarda i beni pubblici né sotto il profilo della sicurezza personale”.
La richiesta del sindacato
Il CSA-Cisal chiede che “venga fatta piena luce sull’episodio, individuando eventuali responsabilità e le falle nel sistema di controllo. È necessario intervenire con urgenza e in modo concreto per prevenire ulteriori furti, garantendo che la Cittadella regionale torni a essere un luogo sicuro e rispettoso per chi vi lavora ogni giorno”.
“La sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici non è una concessione, ma un obbligo dell’Amministrazione”, sottolinea il dirigente sindacale Gianluca Tedesco. “Quando vengono violati gli uffici, sottratti strumenti di lavoro e messi a rischio dati e informazioni fondamentali per lo svolgimento delle attività, viene compromesso un diritto essenziale dei lavoratori. Se non si interviene subito, il messaggio è chiaro: in Cittadella tutto è possibile e nessun dipendente potrà sentirsi realmente tutelato”.
“Episodi di questo genere – conclude il sindacato – meritano la massima attenzione da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni. La Cittadella regionale deve tornare a essere un presidio di legalità, sicurezza e rispetto per i lavoratori e per i cittadini che rappresenta. La sicurezza dei luoghi di lavoro è parte integrante della qualità e dell’affidabilità dell’azione amministrativa: senza sicurezza non può esserci buon governo né rispetto per chi ogni giorno lavora al servizio della comunità”.


