Nell’epoca dei messaggi istantanei e delle fotografie condivise in tempo reale sui social, a Gerace, piccolo borgo medioevale nel reggino, c’è chi preferisce il fascino lento della scrittura a mano sulle cartoline, uno strumento ormai “vintage” per mandare i saluti a familiari e amici.
Sono soprattutto gli stranieri ad vergare le immagini che riproducono le stradine medievali, i panorami mozzafiato sulla Locride e le sue “cento chiese”, che fanno capo alla monumentale Basilica Concattedrale di San Maria Assunta.
La storia di Gerace è strettamente legata a quella dell’antica Locri Epizefiri, una delle più importanti città della Magna Grecia, fondata dai coloni greci nel VII secolo a.C. sulla costa ionica della Calabria.
“In questo ultimo periodo – dice il titolare dell’unica rivendita presente a piazza Del Tocco, luogo simbolo della città di Gerace – c’è un ritorno all’utilizzo della cartolina e sono molti i visitatori, soprattutto stranieri, che spesso si fermano nel nostro negozio per acquistarle e poi spedirle. Quelle più richieste sono quelle che ripropongono il caratteristico panorama dall’alto o la veduta della facciata della Cattedrale, costruita tra il 1089 e il 1120, in epoca normanna”.
Un ruolo centrale, in questa “rinascita” delle cartoline, lo svolge anche il vicino ufficio postale. “La cartolina – dice la direttrice dell’ufficio Enza Parisi – ha ancora un ‘sapore’ speciale. Soprattutto in questo periodo la richiesta di francobolli ai nostri sportelli si moltiplica. Ci sono giorni che facciamo partire anche 30/40 cartoline, che sommate a quelle imbucate nella cassetta presente davanti l’ufficio, raggiungono un numero considerevole. (Ansa)




