Gioia Tauro, la Giunta scrive al Viminale: tutela per la sindaca Scarcella, non possiamo aspettare una tragedia

Dopo la lettera minatoria ai figli e la busta con sette proiettili, l’esecutivo comunale chiede al Ministero dell’Interno misure concrete di protezione e denuncia il "silenzio" delle istituzioni

La Giunta comunale di Gioia Tauro rompe il silenzio e si rivolge direttamente al Ministero dell’Interno dopo le due intimidazioni subite dalla sindaca Simona Scarcella. Un intervento che arriva all’indomani dell’ultimo episodio, una lettera anonima recapitata nella cassetta postale dell’abitazione del primo cittadino e contenente una minaccia diretta ai figli. Un salto di gravità che ha spinto l’esecutivo comunale a chiedere l’adozione di misure di tutela e, allo stesso tempo, a rendere pubblica la propria posizione sul livello di attenzione riservato alla vicenda.

Due intimidazioni in pochi mesi

Il primo episodio risale al dicembre del 2025, quando alla sindaca venne recapitata una busta contenente sette proiettili: quattro riconducibili a un fucile d’assalto e tre calibro 9×21. Alla fine di agosto è arrivata la seconda intimidazione, questa volta con una minaccia esplicitamente rivolta ai figli della sindaca. Su entrambi gli episodi sono in corso le indagini. Al momento, non è stata accertata alcuna matrice e sarà il lavoro degli investigatori a stabilire origine, responsabilità e possibile movente degli atti intimidatori.

La Giunta, però, considera il quadro sufficientemente grave da chiedere un intervento immediato. Nel documento inviato al Viminale gli assessori esprimono “la più sincera vicinanza e tutto il loro affetto” a Scarcella, definendola “vittima di ben due gravissimi atti intimidatori consumati nella sua abitazione privata”, con particolare riferimento alla “feroce minaccia diretta ai suoi figli”.

«Grave il silenzio delle istituzioni»

È soprattutto sulla risposta delle istituzioni che la Giunta concentra la propria presa di posizione. Gli assessori parlano apertamente di “silenzio” da parte di quelle istituzioni che, a loro giudizio, dovrebbero garantire protezione a un amministratore pubblico. Una denuncia politica e istituzionale destinata a far discutere, perché viene inserita nel contesto di una città che da anni convive con una presenza criminale radicata e con una storia nella quale anche gli amministratori sono stati bersaglio della violenza mafiosa.

“Non si può tacere davanti a tanta barbarie”, scrive la Giunta, ricordando che Gioia Tauro ha già conosciuto il dramma di un sindaco ucciso dalla mafia. Il riferimento è a Vincenzo Gentile, medico ed ex primo cittadino, assassinato davanti alla propria abitazione nel maggio del 1987.

L’appello dopo la richiesta alla Commissione antimafia

La lettera al Ministero dell’Interno si inserisce inoltre in una sequenza di iniziative assunte direttamente dalla sindaca. Nei giorni scorsi Scarcella aveva scritto alla presidente della Commissione parlamentare antimafia chiedendo di essere ascoltata e di conoscere quali misure di tutela fossero state predisposte nei suoi confronti. L’ultimo episodio intimidatorio era stato denunciato alla Prefettura di Reggio Calabria il 26 agosto. Ora la Giunta fa propria la richiesta di un intervento concreto, sollecitando “tutte le misure necessarie a difesa del nostro Sindaco e della nostra città”. Non è una richiesta limitata alla protezione personale della sindaca. Nel documento emerge la preoccupazione per il clima complessivo nel quale l’amministrazione comunale si trova a operare e per il rischio che le intimidazioni possano rappresentare l’inizio di una escalation.

«Se non ci sarà risposta, scenderemo in piazza»

Il passaggio più netto della presa di posizione arriva alla fine del documento. La Giunta avverte infatti che, qualora l’appello non dovesse trovare una risposta concreta, è pronta a mobilitare la comunità. “Siamo pronti a scendere in piazza insieme alla comunità”, affermano gli assessori, per reclamare “la dovuta protezione” alla sindaca e impedire che “questi vili fatti” possano trasformarsi nell’”annuncio di una possibile tragedia, che va a tutti i costi evitata”. Un messaggio che punta dunque ad alzare il livello dell’attenzione istituzionale prima che sia troppo tardi.

La commissione di accesso antimafia

Sul Comune di Gioia Tauro, dallo scorso aprile, opera inoltre una commissione di accesso antimafia impegnata negli accertamenti previsti dalla normativa. Un procedimento che resta distinto dalle intimidazioni subite dalla sindaca e che non può essere automaticamente collegato agli episodi denunciati. La Giunta, tuttavia, rivendica la necessità che proprio in una realtà così delicata le istituzioni garantiscano una risposta forte e visibile. L’auspicio finale è che proprio da Gioia Tauro “possa arrivare un messaggio di speranza”: un segnale concreto, secondo gli amministratori, che dimostri come il crimine possa essere “combattuto ma soprattutto vinto”. Per questo la richiesta al Ministero non si ferma alle parole: vengono sollecitati “atti e provvedimenti concreti” affinché gli episodi di violenza possano avere fine.

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

Si tratta di Piscitelli e Iannone (Forza Italia), Asteriti (Isola Prima di Tutto), Filici (Pd), Pugliese e Vallone (Fratelli d’Italia)
Guarascio Group, Invictus e Ranieri International parteciperanno alla 66ª edizione. L’associazione dei costruttori punta a una programmazione regionale delle fiere a partire dal 2027
I convogli partiranno da Lamezia Terme Centrale alle 23:55 e da Sapri alle 23:40, con diverse fermate intermedie lungo la costa tirrenica

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792