Giustizia, svolta per gli ex tirocinanti calabresi: dal Governo un impegno formale verso la stabilizzazione

Dal confronto romano emerge una linea politica chiara sul futuro dei lavoratori precari impiegati nei tribunali. La Calabria torna al centro dell’agenda nazionale tra Pnrr, legalità e rafforzamento degli uffici

Un segnale politico netto, che va oltre le dichiarazioni di principio e punta a incidere su una vertenza che da anni coinvolge centinaia di lavoratori. L’incontro al Ministero della Giustizia tra il sottosegretario Andrea Delmastro e il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro accende i riflettori sulla stabilizzazione degli ex tirocinanti calabresi impiegati negli uffici giudiziari, molti dei quali oggi operano in regime di part-time e senza certezze sul futuro.

A sottolineare il peso dell’iniziativa è Angelo Brutto, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che legge il confronto istituzionale come un passaggio politico “forte e concreto” a favore della Calabria e di un bacino di lavoratori segnato da un precariato ormai strutturale.

L’impegno del Ministero della Giustizia

Dal vertice romano arriva una conferma chiara: il Ministero della Giustizia intende lavorare alla stabilizzazione del maggior numero possibile di operatori giudiziari. Un obiettivo che, secondo Brutto, dimostra l’approccio con cui il Governo Meloni sta affrontando il tema del lavoro precario nella pubblica amministrazione, tenendo insieme tutela occupazionale, funzionalità degli uffici e rispetto delle scadenze imposte dal Pnrr.

La questione non è solo occupazionale. Rafforzare gli organici della giustizia in Calabria significa incidere direttamente sull’efficienza del sistema e sulla capacità dello Stato di garantire servizi e diritti in un territorio complesso, dove la presenza delle istituzioni assume un valore strategico.

Calabria e presìdi di legalità

È su questo punto che converge anche la posizione di Wanda Ferro. Il sottosegretario all’Interno, dopo l’incontro con Delmastro, ha ribadito di aver chiesto “garanzie per tutti gli operatori giudiziari ex tirocinanti della Calabria”, ricevendo assicurazioni sull’impegno del Ministero a individuare soluzioni di stabilizzazione nel quadro complessivo delle politiche nazionali. Un risultato che Ferro definisce rilevante non solo per i lavoratori coinvolti, ma anche in relazione agli obiettivi del Pnrr e al rafforzamento dei presìdi di legalità, elementi considerati inscindibili in una regione che paga storici ritardi infrastrutturali e amministrativi.

Il ruolo politico e le prospettive

Nel quadro delineato, Fratelli d’Italia rivendica un’azione coerente e continuativa. Brutto indica in Wanda Ferro un punto di riferimento per la difesa degli interessi calabresi a livello governativo e assicura che il partito continuerà a sostenere ogni iniziativa utile a garantire dignità lavorativa e stabilità occupazionale.

Ora la partita si sposta sul terreno delle scelte operative. Le aspettative dei lavoratori restano alte, ma l’incontro tra i due dicasteri segna un passaggio politico che, per la prima volta dopo anni, sembra mettere nero su bianco un impegno istituzionale verso una soluzione strutturale. In Calabria, dove la giustizia è anche una questione di fiducia nello Stato, non è un dettaglio.

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