Il “crac” pilotato della Onlus: domiciliari a un imprenditore siciliano, sequestri per 644 mila euro

Blitz della Guardia di Finanza. Il piano per blindare gli accreditamenti regionali e "affogare" l'ente assistenziale nel fallimento

Il Comando provinciale di Catanzaro della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria condotta sotto il coordinamento di questa Procura della Repubblica, ha accertato che un’importante ONLUS in liquidazione giudiziale della provincia di Catanzaro – impegnata nel terzo settore, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e per persone con disabilità – è stata oggetto di plurime condotte distrattive, realizzate dai membri del CdA in concorso con un imprenditore Palermitano.

Indagini

La dinamica emersa nel corso delle indagini si è sviluppata attraverso la creazione di un nuovo soggetto giuridico, c.d. newco, nel quale è confluita esclusivamente la parte operativa della ONLUS in liquidazione giudiziale e della quale l’imprenditore siciliano risulta amministratore delegato.

Le attività investigative della Procura di Catanzaro, condotte con l’ausilio dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, hanno consentito di rilevare – allo stato delle indagini che necessita di verifica dibattimentale – in particolare, che la ONLUS in fallimento: risultava in stato di insolvenza dal 2016, accumulando, negli anni e sino al 2023, passività tributarie e previdenziali per oltre 19 milioni di euro; aveva fittato ad altra società (c.d. newco – le cui quote per il 51% risultano di proprietà di una S.p.A. Siciliana riconducibile all’imprenditore citato) appositamente costituita a ridosso della procedura di liquidazione, il proprio complesso operativo aziendale, senza, peraltro, prevedere, illogicamente, la percezione di alcun corrispettivo per i successivi quattro anni (pari alla somma di 4,2 milioni di euro che sarebbero stati utili a ripianare i debiti pregressi della ONLUS) e allo scopo preordinato di abbandonare l’Ente al fallimento.

L’operazione ha determinato una vera e propria cessione del ramo d’azienda, poiché veniva trasferita alla newco anche la titolarità degli accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale, introiti – primari e necessari allo svolgimento dell’attività aziendale – su cui si fondano principalmente i ricavi aziendali.

La misura

Sulla scorta degli esiti delle investigazioni, l’ufficio del gip del Tribunale di Catanzaro, accogliendo la richiesta di applicazione di misura cautelare personale e di misura reale  della Procura, ha disposto nei confronti dell’imprenditore la misura cautelare personale degli arresti domiciliari ed il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale e/o professionali, sia in relazione all’ipotesi di bancarotta fraudolenta distrattiva (legata alla creazione della c.d. newco e allo svuotamento di fatto della ONLUS) sia in relazione alla correlata ipotesi di autoriciclaggio emersa nel corso delle indagini.

Difatti, oltre al reimpiego della struttura operativa distratta nella stessa newco, le attività investigative condotte hanno evidenziato un abuso di posizione dominante della S.p.A. siciliana nella compagine di governo della c.d. newco, circostanza che ha consentito, all’ imprenditore, sin da subito di attuare condotte di drenaggio di liquidità dalla c.d. newco a favore della S.p.A., senza che vi fosse alcuna ragione economica sottostante.

Sequestro

Oltre alle misure cautelari personali, disposte dal gip le misure del sequestro preventivo impeditivo della c.d. newco, utilizzata per commettere i fatti distrattivi e di autoriciclaggio e del sequestro preventivo ai fini della confisca, anche per equivalente, della somma di oltre 644 mila euro, nei confronti della citata newco e, nel caso di mancanza o insufficienza di denaro, anche nei confronti dell’imprenditore di origine siciliana. Tale somma corrisponde agli utili realizzati nelle annualità 2022 e 2023 dalla newco, attraverso la gestione del complesso aziendale distratto dalla ONLUS.

Infine, contestato anche alla c.d. newco l’illecito amministrativo di cui all’art. 25 octies del D.Lgs. 231/2001 in ragione delle operazioni di autoriciclaggio contestate all’imprenditore siciliano, legale rappresentante della stessa.

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