Il Duomo apre le porte alla cultura: il 16 agosto l’evento “Il volto del sacro”

Un itinerario guidato alla scoperta delle opere d'arte custodite nel Museo e nella Chiesa cittadina, promosso dal parroco don Pasquale Rosano e dal Gruppo Cultura

Il Duomo di Vibo Valentia si appresta a vivere e a far vivere alla città una serata di particolare rilievo culturale. Domenica 16 agosto, alle ore 21.00, il Complesso Museale del Duomo ospiterà l’evento “Il volto sacro. Fra le Opere d’arte del Complesso Museale del Duomo di Vibo Valentia”, un itinerario tra arte, storia, memoria e spiritualità alla scoperta di un patrimonio che costituisce una parte preziosa dell’identità della città.

I protagonisti dell’itinerario storico e artistico

Protagonista del percorso sarà il prof. Mario Panarello, affermato storico dell’arte e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce, che proporrà un approfondimento critico e analitico delle opere custodite nel Duomo e nel Museo d’Arte Sacra. Ad affiancarlo sarà il dott. Manuel Zinnà, funzionario archeologo presso il Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia.

Attraverso pitture, sculture, elementi architettonici, arti applicate ed epigrafi, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio attraverso differenti epoche e linguaggi artistici, mettendo in evidenza il valore di un patrimonio che, per qualità e significato, travalica i confini strettamente locali e si inserisce a pieno titolo nella più ampia storia dell’arte e della cultura.

“Si tratta – sottolinea il prof. Panarello – di un percorso critico e analitico attraverso il patrimonio artistico del Duomo e del Museo d’Arte Sacra di Vibo Valentia, riunito nel Complesso Museale, che, attraverso il racconto di rare opere di pittura, scultura, architettura e arti applicate, toccherà diversi momenti della Storia dell’Arte, restituendo alle opere il loro contesto e il loro più ampio significato culturale”.

L’impegno della parrocchia e il dialogo con la comunità

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal parroco del Duomo, don Pasquale Rosano, che in questi anni ha impresso nuovo impulso alle attività culturali della parrocchia, in collaborazione con il Gruppo Cultura del Duomo – coordinato dal giornalista Michele Petullà -, impegnato da oltre tre anni nella promozione di iniziative dedicate al patrimonio storico, artistico e culturale del Complesso Museale, avvalendosi anche della preziosa collaborazione scientifica del professor Panarello.

“Il nostro intento – evidenzia don Rosano – è quello di continuare ad aprire il Duomo alla città e al territorio, offrendo non soltanto uno spazio di fede, ma anche un luogo di cultura, conoscenza e incontro. Il nostro patrimonio artistico è una ricchezza che appartiene alla comunità e che abbiamo il dovere di far conoscere, valorizzare e custodire. La nostra volontà è quella di continuare a fare del Duomo un luogo sempre più aperto alla città e al territorio. Una Chiesa che accoglie, che dialoga, che propone occasioni di incontro e di conoscenza, mettendo a disposizione della comunità anche la ricchezza del proprio patrimonio artistico e culturale. La fede e la cultura non sono realtà distanti: entrambe possono contribuire a costruire consapevolezza, bellezza e senso di appartenenza”.

L’appuntamento del 16 agosto si inserisce, dunque, in un percorso più ampio: quello di una Chiesa che dialoga con la città anche attraverso la bellezza, riconoscendo nell’arte uno straordinario strumento di conoscenza, educazione e crescita collettiva.

La serata sarà aperta dai saluti di don Pasquale Rosano e introdotta da Michele Petullà. L’evento è a ingresso libero e gratuito e tutti i cittadini, insieme ai visitatori e ai turisti presenti a Vibo Valentia, sono invitati a partecipare.

Aperture estive del museo e partecipazione dei giovani

In occasione dell’iniziativa, il Gruppo Cultura del Duomo sta inoltre garantendo l’apertura del Museo per consentirne la visita anche nel periodo estivo. Il Museo sarà ancora visitabile mercoledì 13 e giovedì 14 agosto, dalle ore 17.00 alle ore 18.30, prima della consueta chiusura estiva. Il Complesso Museale riaprirà quindi nel mese di settembre, con nuovi orari che saranno successivamente comunicati.

Un impegno che sta già dando risultati significativi. Nei giorni scorsi sono state infatti numerose le visite al Museo, con una presenza particolarmente significativa di giovani, studenti e laureandi in Storia e Storia dell’Arte, provenienti non soltanto dalla Calabria, ma anche da altre regioni d’Italia.

Un dato particolarmente importante, perché dimostra come il patrimonio del Duomo possa rappresentare un punto di riferimento non soltanto per la comunità locale, ma anche per chi studia e approfondisce la storia, l’arte e le testimonianze culturali del Mezzogiorno. L’apertura del Museo diventa così un gesto concreto di valorizzazione: rendere accessibile il patrimonio significa permettere alle opere di tornare a incontrare le persone, di essere conosciute, studiate, raccontate e, quindi, maggiormente amate e custodite.

La bellezza come custode dell’identità cittadina

“Il volto del Sacro” vuole essere, infine, qualcosa di più di una semplice iniziativa culturale: un invito a guardare ciò che spesso abbiamo davanti agli occhi senza riuscire più a vederlo davvero. Perché nelle opere custodite dal Duomo non vive soltanto la storia dell’arte, ma la memoria di una comunità, la sua fede, la sua sensibilità e il suo modo, attraverso i secoli, di interrogarsi sul mistero dell’esistenza.

Il 16 agosto, dunque, il Duomo aprirà ancora una volta le sue porte alla città. E sarà la bellezza, attraverso il volto delle sue opere, a tornare a parlare. Perché il patrimonio culturale non è qualcosa di immobile, confinato nel passato. È una memoria che continua a vivere quando qualcuno decide di ascoltarla.

E proprio questo è il senso più autentico dell’appuntamento del 16 agosto: restituire voce alle opere del Complesso Museale, affinché possano tornare a parlare alla città. Il Duomo aprirà ancora una volta le sue porte. E dentro quelle porte non ci sarà soltanto il volto del sacro: ci sarà il volto della storia di Vibo Valentia, della sua memoria e della sua identità.

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