Il liceo scientifico “Giuseppe Berto” di Vibo Valentia apre le porte al territorio e punta su un’idea chiara: trasformare il sapere in esperienza concreta, capace di orientare gli studenti nelle scelte future. È partito nei giorni scorsi il progetto “Arte, Architettura e Paesaggio – Passeggiate culturali”, un percorso che mette insieme scuola, università e professionisti con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale locale.
L’iniziativa nasce all’interno del Dipartimento di Storia dell’Arte del liceo, su impulso delle docenti Angela Rettura e Carmen Corrado, e si inserisce in modo organico nei percorsi di orientamento e formazione. Non si tratta soltanto di un’attività didattica aggiuntiva, ma di un progetto strutturato che punta a fornire agli studenti strumenti critici e consapevolezza, accompagnandoli verso una scelta più matura del proprio percorso dopo la maturità.
Il seminario inaugurale ha coinvolto gli studenti delle classi IIIA, IIIC, VC e VG, che hanno avuto modo di confrontarsi direttamente con i professionisti dell’Ordine degli Architetti di Vibo Valentia. Un primo contatto reale con il mondo dell’architettura, della pianificazione e della tutela del paesaggio, in un contesto che ha trasformato la scuola in uno spazio dinamico di dialogo e formazione.
La dirigente scolastica Licia Bevilacqua ha evidenziato il valore dell’iniziativa, sottolineando il ruolo della scuola come ponte tra conoscenza teorica e competenze concrete, in grado di rafforzare non solo il bagaglio formativo degli studenti, ma anche la loro identità civile.
Un percorso tra competenze e territorio
A dare spessore al progetto è stata la presenza di un panel di esperti che ha messo in luce quanto oggi sia strategica la connessione tra cultura umanistica e competenze tecniche. Un legame sempre più richiesto anche dal mercato del lavoro, soprattutto nei settori legati alla progettazione, alla ricerca e alla valorizzazione dei beni culturali.
Fabio Foti, presidente dell’Ordine degli Architetti di Vibo Valentia, ha approfondito il rapporto tra grandi opere, ambiente e paesaggio, soffermandosi sull’intreccio tra architettura, pittura e bellezze naturali. Debora Gallina, docente universitaria, ha invece portato all’attenzione degli studenti il tema dell’innovazione, presentando tre progetti legati agli Spin-Off dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e mostrando come la ricerca accademica possa tradursi in opportunità professionali e sviluppo per il territorio.
Accanto a questo sguardo proiettato verso il futuro, l’archeologa Maria D’Andrea ha offerto una lettura storica e identitaria dei luoghi, indispensabile per comprendere davvero il valore del patrimonio culturale e il significato della sua tutela.
Le passeggiate culturali e il lavoro finale
Il progetto proseguirà ora con la fase più immersiva: le “Passeggiate culturali”, guidate proprio dall’archeologa D’Andrea. Gli studenti visiteranno il Castello di Vibo Valentia e il Tempio di Proserpina, ma non con lo sguardo del semplice visitatore. L’obiettivo è osservare, analizzare e interpretare i luoghi come spazi vivi, custodi della memoria collettiva e dell’identità del territorio.
È qui che la teoria lascia spazio all’esperienza diretta. Il contatto con i beni culturali, la lettura del paesaggio e l’osservazione sul campo diventano strumenti essenziali per comprendere come la tutela del patrimonio non sia soltanto un dovere istituzionale, ma anche una responsabilità civile e una possibile prospettiva professionale.
La spinta delle docenti Corrado e Rettura
Al termine del percorso, gli studenti saranno chiamati a mettere in pratica quanto appreso attraverso la realizzazione di elaborati multimediali, che verranno poi presentati ufficialmente all’Università Mediterranea. Un passaggio finale che dà ulteriore concretezza al progetto e restituisce centralità al ruolo dei ragazzi, veri protagonisti dell’intero cammino.
Le docenti Rettura e Corrado hanno ribadito il senso profondo dell’iniziativa: avvicinare i giovani alla bellezza dell’arte, alla forza del paesaggio e al valore della tecnica, stimolando un passaggio dall’apprendimento passivo alla scelta attiva. Un progetto che, al liceo “Berto”, punta a fare della scuola non solo un luogo di studio, ma un presidio culturale aperto, capace di dialogare con il territorio e di preparare i cittadini e i professionisti di domani.


