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Il Liceo Classico “M. Morelli” apre al mondo con il Certamen: studenti da Congo e Romania

Un confronto culturale senza confini che porta a Vibo Valentia giovani talenti europei e africani nel segno della tradizione classica

Si apre una nuova pagina per il Liceo Classico “Michele Morelli”, che quest’anno porta il suo storico Certamen Calassicum Vibonense oltre i confini nazionali. La tredicesima edizione della competizione, dedicata allo studioso Carolo Diano, si distingue infatti per “una partecipazione internazionale – sottolinea il dirigente Raffaele Suppa – che segna un passaggio significativo nella storia dell’istituto”.

Una sfida che unisce i popoli

Per la prima volta, il Certamen accoglie studenti provenienti da altri Paesi. Cinque partecipanti si sono collegati in modalità sincrona da Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, mentre altri due arrivano da Bucarest. Una presenza che rafforza il valore universale della cultura classica e ne sottolinea la capacità di superare ogni distanza. L’iniziativa assume così un significato che va oltre la semplice competizione scolastica. Diventa occasione concreta di dialogo tra culture, in un momento storico in cui il confronto e la comprensione reciproca risultano sempre più necessari.

Il valore attuale dei classici

Latino e Greco, pilastri della tradizione occidentale, si confermano strumenti attuali di formazione. Non solo lingue del passato, ma chiavi per interpretare il presente e costruire relazioni fondate sull’ascolto e sulla consapevolezza. Promuovere la cultura classica significa, in questo senso, custodire le radici comuni e offrire ai giovani strumenti per affrontare il futuro con maggiore profondità e senso critico.

Oltre la competizione

Il Certamen si propone come esperienza di crescita, oltre che momento di studio. Un’occasione per condividere valori come la pace, la solidarietà e la fratellanza tra i popoli, attraverso il linguaggio universale della cultura. Agli studenti italiani e stranieri l’augurio è che questa esperienza rappresenti non solo una prova di conoscenza, ma anche un percorso umano capace di lasciare un segno duraturo. In un mondo che cerca nuovi equilibri, la cultura torna così al centro, come ponte concreto verso la pace.

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