I dati diffusi da Regione Calabria e Ministero del Turismo per il 2025 hanno aperto un dibattito: la Calabria sta uscendo dal modello del turismo concentrato in pochi mesi estivi. Presenze in aumento, crescita del mercato straniero e primi segnali di destagionalizzazione certificano un cambio di passo. A questo confronto si inserisce il contributo di Deborah Valente, fondatrice del gruppo Valentour – sede operativa Tropea – tra le voci più autorevoli del turismo organizzato, chiamata a leggere quei numeri alla luce dell’esperienza diretta sui mercati internazionali.
Un cambio reale, certificato
Un cambio reale, certificato
“I dati sono veri e raccontano un cambiamento reale”, premette Valente. “Dimostrano che la Calabria non è più ferma a un turismo esclusivamente stagionale e che finalmente si sta dando importanza a una leva decisiva come l’accessibilità”. L’aumento dei collegamenti aerei e la maggiore continuità degli arrivi, anche nei mesi invernali, rappresentano per l’operatrice un segnale incoraggiante e atteso da anni.
Il contributo del low-cost
Nel percorso avviato, Ryanair ha avuto un ruolo evidente. “Ha portato più flussi stranieri e maggiore continuità durante l’anno – osserva Deborah Valente – ed è un risultato positivo”. Ma la crescita dei numeri, avverte, non va confusa con il completamento del modello. “Questo tipo di traffico genera soprattutto turismo non organizzato, che va benissimo, ma che non basta per parlare di destinazione annuale”.
Il vero spartiacque
Per Valente il discrimine è netto: “Il vero turismo, quello programmato e non mordi e fuggi, lo fanno i grandi tour operator”. Sono questi soggetti a pianificare una destinazione con largo anticipo, mettendo in moto un sistema che produce ricadute su tutto il territorio. “Ed è per questo – sottolinea – che lavorano con compagnie major e di bandiera, non con il low-cost”.
Le criticità ancora aperte
Dal punto di vista degli operatori del turismo organizzato, le difficoltà restano concrete. “Noi continuiamo a soffrire – spiega Valente – perché in molti periodi dell’anno i clienti non riescono a raggiungerci con facilità”. Un limite che riguarda soprattutto i mesi di spalla e la bassa stagione, ma che in parte si avverte anche d’estate, quando le frequenze non sono sufficienti a sostenere una programmazione strutturata.
Segnali di evoluzione
Nonostante ciò, il giudizio complessivo resta positivo. “Si stanno facendo passi da gigante e questo è innegabile”, afferma. In questa direzione va letto l’arrivo di Norwegian Airlines su Lamezia Terme, una novità rilevante per il sistema aeroportuale calabrese. “Quando avremo più compagnie disposte a volare sulla Calabria non solo d’estate, ma anche tra marzo e dicembre, allora potremo dire che il salto è compiuto”.
Una destinazione che emerge
C’è infine un dato immateriale, ma decisivo. “Girando il mondo ci accorgiamo che la Calabria non è più una destinazione anonima – conclude Deborah Valente – comincia a essere riconosciuta e scelta”. Se Regione Calabria e Ministero del Turismo certificano, numeri alla mano, la fine della stagionalità come paradigma unico, il contributo di Deborah Valente sposta il confronto sul futuro: trasformare la crescita in struttura e i flussi in programmazione. È questa la vera sfida che attende il turismo calabrese.


