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Il risveglio amaro del Golfo di Sant’Eufemia: tra sogni turistici e incubo della Bandiera Nera sull’estate di Lamezia

Tra scarichi abusivi e ritardi istituzionali, il litorale lametino rischia di trasformare la stagione 2026 in un’altra occasione mancata per il turismo calabrese

Il ritorno della bella stagione riaccende i riflettori sul Golfo di Sant’Eufemia, dove però l’entusiasmo degli operatori turistici si scontra con nuove segnalazioni di inquinamento e scarichi irregolari a ridosso della battigia.

Emergenza ambientale

La scoperta di criticità lungo il litorale ha spento l’ottimismo degli stabilimenti già pronti all’accoglienza. Il mare, risorsa centrale per Lamezia Terme, torna così al centro di un allarme che si ripete senza trovare una soluzione strutturale definitiva. A pesare è la percezione di una programmazione ancora debole sul fronte dei controlli e della prevenzione. L’assenza di una regia stabile alimenta il timore di una nuova stagione segnata dalla “Bandiera Nera” dell’inquinamento.

In questo scenario interviene Maria Felicia Tropea, responsabile dell’associazione Terra dei Due Mari, che richiama il valore di un’azione coordinata tra enti e cittadini: «Non basta intervenire dopo le segnalazioni, serve una rete permanente di monitoraggio e una manutenzione costante dei collettori».

Controlli e responsabilità diffuse

L’associazione sottolinea anche il ruolo della cittadinanza attiva e delle imprese turistiche nel segnalare criticità e pretendere trasparenza. Solo un sistema condiviso può impedire che l’emergenza diventi normalità. Il confronto con altre realtà costiere dimostra che dove si programma in anticipo si costruisce sviluppo, mentre qui si continua a rincorrere i problemi. Una differenza che rischia di pesare sull’intero futuro turistico del territorio.

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