Il sindaco di Filogaso tra i duecento amministratori ricevuti in Vaticano dal Santo Padre

Massimo Tremmiliti: un'esperienza unica, emozionante e suggestiva che rimarrà indelebile nella memoria e nella storia del nostro paese

Papa Francesco   ha ricevuto in udienza straordinaria nella sala Clementina del Palazzo Apostolico 200 sindaci  dei comuni appartenenti all’Asmel, Associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli Enti locali, alla quale  il Comune di Filogaso è iscritto sin dal 2018.

Tra i sindaci invitati anche il sindaco di Filogaso, Massimo Trimmeliti, che ha affermato di sentirsi  meravigliato,  onorato  ed orgoglioso di avere fatto parte della delegazione dei 200 sindaci provenienti da ogni parte d’Italia. <Un’esperienza unica – sottolinea  il sindaco – emozionante  e suggestiva  che rimarrà indelebile nella sua memoria  e nella storia del paese>. Il sindaco ha voluto dare in omaggio al Santo Padre, in ricordo dell’interessante evento, due libri sulla storia di Filogaso,  nella convinzione che soprattutto quello in cui si narra  della “Vestizione Dei Cappuccini” fosse di grande interesse storico-religioso; il libro   “La Restanza” di Vito Teti, lo scapolare della nostra Confraternita del Carmine, e l’effigie di Sant’Agata Santa protettrice del Paese.

Tra i sindaci invitati anche il sindaco di Filogaso, Massimo Trimmeliti, che ha affermato di sentirsi  meravigliato,  onorato  ed orgoglioso di avere fatto parte della delegazione dei 200 sindaci provenienti da ogni parte d’Italia. <Un’esperienza unica – sottolinea  il sindaco – emozionante  e suggestiva  che rimarrà indelebile nella sua memoria  e nella storia del paese>. Il sindaco ha voluto dare in omaggio al Santo Padre, in ricordo dell’interessante evento, due libri sulla storia di Filogaso,  nella convinzione che soprattutto quello in cui si narra  della “Vestizione Dei Cappuccini” fosse di grande interesse storico-religioso; il libro   “La Restanza” di Vito Teti, lo scapolare della nostra Confraternita del Carmine, e l’effigie di Sant’Agata Santa protettrice del Paese.

La dedica dei libri su Filogaso, sintetizza i sentimenti di gratitudine dell’autore, del sindaco e della cittadinanza di Filogaso. L’auspicio è che il Santo Padre possa accogliere l’invito rivoltogli. Un giorno storico, davvero indimenticabile, per la Comunità di Filogaso, composta da persone umili, semplici, laboriose e religiose, ben rappresentata dal giovane e sensibile sindaco, Massimo Trimmeliti, grato ed onorato  di essere ricevuto da Sua Santità. Questo giorno evoca quel lontano giorno sempre presente nel cuore e nella mente dei cittadini di Filogaso, del 28 Maggio del 1532, l’ottava di Pentecoste, durante il quale si svolse la solenne cerimonia della vestizione con  l’abito, “vilissimo e rozzo” che ricordava nella forma quello di San Francesco, di trenta frati che diedero vita al nuovo Ordine dei Cappuccini. Lungo il corso di Filogaso, ubicato tra le coste del tirreno, costa degli dei, e le serre calabre del Santo Brunone , risuona ancora  il  canto del “ Veni Creator Spiritus” e del “ Te Deum” cantato dai frati e da tutta la popolazione  durante la celebrazione.

Trimmeliti ha rivolto a Sua Santità, a nome di tutta la comunità cristiana “ filogasese”, un deferente saluto invocando la Sua benedizione: <Sarei davvero felice e lo sarebbe tutta la cittadinanza se volesse riceverci in udienza per  rievocare quella bella pagina di storia che tanto ha segnato la religiosità cristiana. Con profonda e sincera gratitudine mia e di tutta la comunità e con l’auspicio che i suoi insegnamenti siano da guida per tutti>.

Il discorso articolato e diversificato rivolto dal Santo Padre ai sindaci ha toccato temi di grande impegno sociale. Ha colto quasi tutti gli aspetti di una società moderna e sviluppata, le sue potenzialità ed anche le sue contraddizioni, le scoperte tecnologiche quali informatica, robotica, intelligenza artificiale. Queste vanno indirizzate ad un diverso modello di sviluppo che aiuti a colmare i grandi divari esistenti tra le aree sviluppate del paese e le aree interne che rischiano, la marginalità, l’isolamento e l’abbandono. Un invito ai sindaci ad operare in sinergia non dimenticando il bene comune ed i princìpi cristiani. Infine un appello a tenere presente i dati demografici di un paese la cui popolazione ha un’età media di 46 anni.  <Dobbiamo prendere sul serio il problema delle nascite, prenderlo sul serio perché si gioca lì il futuro….  E’ vero tutti possono avere un cagnolino, ma occorre fare bambini. Fare figli è un dovere per sopravvivere, per andare avanti. Un invito insomma alla “restanza”, per citare un termine caro al prof. Vito Teti, che è diventato oggetto di grande interesse e dibattito locale e nazionale. 

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