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Inchiesta “Grecale”, trema l’Università Magna Graecia: tutti a giudizio per i maltrattamenti sugli animali

Cade l’accusa per alcuni capi d’imputazione, ma regge l’impianto della Procura sulla presunta associazione a delinquere
università di catanzaro

Il Tribunale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di rinvio a giudizio nell’ambito del processo relativo all’inchiesta “Grecale” a carico degli indagati dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Sono coinvolti docenti, ricercatori e personale amministrativo, incluso l’ex rettore. Dopo le perquisizioni e le indagini preliminari concluse nel 2025, l’udienza preliminare era stata aperta il 28 novembre dello stesso anno. Lo rende noto la LEAL Lega Antivivisezionista.

Le accuse

Il procedimento penale, di competenza del Tribunale di Catanzaro per le indagini della Procura della Repubblica, nasce dalle accuse di maltrattamenti su animali nei laboratori universitari, truffa aggravata ai danni dello Stato e violazioni sistematiche del benessere animale, emerse dall’inchiesta “Grecale”. Le indagini hanno evidenziato irregolarità negli esperimenti e nella gestione di fondi pubblici.

Per gli imputati il gup ha fissato l’udienza per il 12 maggio 2026. L’impianto accusatorio per la gran parte è rimasto in piedi e disposto il non luogo a procedere per i seguenti capi d’imputazione: Britti, Ianda, Loprete (capo 26), Anastasio, Poerio (capo 33), Castagna (45), Palma (46), Carresi (48), Cassano (50), De Caro (51) e Scarano (49). I rinvii a giudizio sono relativi a maltrattamento e uccisione di animali. Inoltre, riconosciuto il vincolo associativo. Tra i legali, gli avvocati Vincenzo Garzaniti e Luca Procopio rappresentavano Ianda e Cassano.

Passo fondamentale

L’avvocato Aurora Rosaria Loprete, legale di Leal tra le associazioni riconosciute parte civile nel procedimento, commenta dunque l’esito di oggi: “È un passo fondamentale. Il rinvio a giudizio per maltrattamento e uccisione di animali, con riconoscimento del vincolo associativo, conferma la gravità dei fatti e la solidità delle prove raccolte”.

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