C’è anche una significativa “traccia messinese” nell’inchiesta della Procura di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, che ha portato all’arresto del boss mafioso di Favara Carmelo Vetro e del dirigente regionale Giancarlo Teresi. Al centro dell’indagine – come scrive Nuccio Anselmo su Gazzetta del Sud online – ci sono le attività della società Ansa Ambiente srl di Favara e una presunta rete di corruzione legata all’affidamento, da parte della Regione Siciliana, di diversi lavori marittimi di dragaggio.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio insieme ai sostituti Bruno Brucoli, Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino, è stata sviluppata dagli investigatori della Sisco di Palermo, della Squadra mobile di Trapani e della Dia.
Nel corso delle indagini emerge anche il nome del neo direttore generale del Policlinico di Messina, Salvatore Iacolino, 63 anni, originario di Favara ed ex dirigente regionale dell’assessorato alla Salute.
Perquisizioni e sequestri
Nei confronti di Iacolino la Polizia ha eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nelle abitazioni di Palermo e Agrigento e negli uffici che ha occupato in Regione. Gli investigatori hanno effettuato accessi anche negli uffici dell’Asp di Messina, acquisendo documentazione utile agli accertamenti.
Iacolino risulta indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, in relazione ai presunti rapporti intrattenuti nel tempo con il boss Vetro, figura centrale dell’inchiesta.
Rapporti e presunti favori
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Palermo, il dirigente avrebbe agevolato – anche attraverso assunzioni in ambito sanitario o altri favori – alcune persone segnalate dal capomafia. Tra queste figura l’imprenditore messinese Giovanni Aveni, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, ritenuto in affari con Vetro e indagato nel filone principale dell’inchiesta.
Sempre secondo gli investigatori, Iacolino avrebbe facilitato incontri e contatti tra Aveni e diversi esponenti istituzionali e amministrativi: la vicepresidente della Commissione regionale antimafia, deputata regionale e sindaca di Capri Leone, Bernadette Grasso; il direttore amministrativo dell’Asp di Messina, Giancarlo Niutta; il direttore generale dell’azienda sanitaria Giuseppe Cuccì; e il dirigente generale della Protezione civile siciliana, Salvatore Cocina.
Le vicende sanitarie al centro del filone d’indagine
Tra gli episodi oggetto di approfondimento investigativo vi sono alcune pratiche amministrative nel settore sanitario. In particolare l’accreditamento regionale per prestazioni sanitarie della società Arcobaleno srl, riconducibile ad Aveni, e la revoca dell’accreditamento regionale della Anfild Onlus – Sezione di Messina, collegata a un soggetto entrato in contrasto con l’asse imprenditoriale formato da Aveni e Vetro.
Un filone investigativo che, come evidenzia l’inchiesta raccontata da Gazzetta del Sud online, intreccia affari, sanità e rapporti istituzionali, con ramificazioni che toccano direttamente anche Messina e il suo Policlinico universitario, storicamente legato al mondo accademico e sanitario della Calabria. (foto web)


