La cultura del rispetto per arginare il fenomeno del bullismo

Il delicato argomento al centro di un convegno tenutosi a Limbadi alla presenza dei ragazzi della scuola media e di numerosi cittadini. Tra i relatori Lia Staropoli, Giovanna Iannello, Domenico Boninsegna e Lucia Saitta

La cultura del rispetto per fronteggiare e arginare le spesso devastanti conseguenze del bullismo e del cyberbullismo. Dei due delicati fenomeni che, purtroppo, continuano a seminare tragedie in ogni contesto sociale, s’è parlato nel corso di un convegno tenutosi nella sala consiliare del Comune di Limbadi alla presenza degli alunni della scuola secondaria di primo grado e dei loro docenti, nonché di numerosi cittadini.

L’assessore Alessandra Limardo e il ricordo di Paolo Mendico

L’incontro, voluto e organizzato dall’amministrazione comunale, ha preso il via con gli interventi del sindaco Leo Mercuri e del vicesindaco Alessandra Limardo alla quale, nella veste di assessore alla Cultura e alle Politiche sociali, va riconosciuto il merito di saper portare avanti progetti che mettono al centro soprattutto tematiche di sicuro spessore educativo e formativo. Sugli aspetti riguardanti il quadro normativo vigente s’è soffermata, con dovizia di particolari, l’avvocata Lia Staropoli, che ha saputo catturare l’attenzione dei ragazzi portando loro il messaggio del padre di Paolo Mendico, un giovane suicidatosi dopo aver cozzato costantemente contro l’insensibilità del mondo che lo circondava.

Il ruolo dei servizi sociali

Ha riscosso ampi consensi anche l’intervento dell’ispettrice della Polizia di Stato Lucia Saitta, responsabile della sezione operativa per la Sicurezza Cibernetica di Vibo Valentia, che ha analizzato le dinamiche del bullismo online, evidenziandone le strategie di prevenzione e le modalità di intervento tecnico e legale a tutela delle vittime. Sul ruolo dei servizi sociali e sull’opportunità di adoperarsi per costruire una rete efficace di rapporti tra famiglie e giovani s’è soffermato l’assistente sociale Domenico Boninsegna, mentre a tirare le conclusioni è stata la psicologa Giovanna Iannello. Lo ha fatto dando vita anche ad un’attività pratica e laboratoriale improntata sull’elaborazione emotiva del fenomeno e conseguente sviluppo dell’empatia.

Fondamentale la cooperazione tra le istituzioni

Tutti fattori che, anche attraverso la proiezione di video riguardanti storie vere di bullismo e cyberbusllismo, hanno fatto capire ai giovani, ma anche agli adulti, come le condotte di scherno, gli abusi e i soprusi possono spesso sfociare nell’irreparabile. Alla fine, applausi per tutti i relatori che hanno dato vita ad un’iniziativa di sicuro interesse che, tra l’altro, è in fase di accreditamento con l’Ordine degli Assistenti Sociali. Il tutto anche a dimostrazione del fatto che per mettere i ragazzi al riparo da ogni condotta scorretta soprattutto da parte dei loro coetanei è fondamentale generare e mantenere vivi rapporti di cooperazione tra Istituzioni, Forze dell’Ordine e Ordine degli Assistenti Sociali, alimentando la cultura del rispetto.

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