La giunta Romeo e il “rimpasto della disperazione”, la minoranza: dopo 18 mesi fallisce il progetto della “Vibo Vera”

Per i gruppi di opposizione consiliare il rimpasto varato dall’amministrazione di centrosinistra non segna alcun rilancio politico, ma rappresenta l’atto finale di una maggioranza in evidente difficoltà
consiglio comunale

Diciotto mesi sono bastati all’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo per ammettere, di fatto, il fallimento del progetto politico della “Vibo Vera”. Questa la lettura che i gruppi di opposizione consiliare danno del recente rimpasto di giunta, definito non come un rilancio ma come l’estremo tentativo di sopravvivenza di una maggioranza ormai in profonda crisi. Quanto sta avvenendo a Palazzo Luigi Razza viene indicato come la fotografia di un Partito Democratico che avrebbe smarrito la propria bussola valoriale, trasformandosi in una politica dei “posti al sole”, nella quale la competenza viene sacrificata alla fedeltà di corrente. Un messaggio giudicato “raggelante” per la città: non conta il valore, ma la sponsorizzazione politica. 

Scuola e bilancio

Nel mirino dell’opposizione finisce innanzitutto la scelta che riguarda il mondo della scuola, con l’uscita dalla giunta della professoressa Vania Continanza, descritta come una professionista che vive quotidianamente la realtà dell’istruzione, sostituita – secondo l’opposizione – per meri giochi di equilibrio interno. Analoga critica viene mossa sul fronte del bilancio, dove si registra l’uscita di una figura tecnica come la docente universitaria Pina Puntillo per fare spazio a Ketty De Luca. Una professionista definita “sicuramente brava”, ma la cui parabola politica viene indicata come paradossale: priva di consenso popolare e bocciata dalle urne, rientrerebbe dalla “porta di servizio” per gestire le tasse dei cittadini senza esperienza specifica in materia finanziaria o nel settore del commercio, ritenuto finora colpevolmente abbandonato. Da qui gli interrogativi sulle ragioni della scelta e sui criteri adottati. 

Scelte di Alecci

Risulta inoltre “sinceramente incredibile”, secondo l’opposizione, che un politico esperto come Ernesto Alecci stia consentendo a un gruppo ristretto di persone di logorare l’amministrazione comunale con dinamiche definite maldestre, producendo un danno grave alla comunità. In questo contesto viene citato anche il caso del presunto rifiuto di Mirabello, descritto come un “teatrino ridicolo”, dopo un ruolo da regista ombra e il diniego opposto con fermezza dal sindaco Romeo.

L’agonia politica, che si trascinerebbe da un anno e mezzo tra veti incrociati e ambizioni personali, avrebbe già comportato il sacrificio di figure considerate competenti, come Laura Pugliese, prima illusa e poi accantonata dai vertici regionali del PD guidati dallo stesso Alecci. A ciò si aggiungerebbe l’ingresso forzato in Consiglio comunale di Antonella Petracca, nota per posizioni in passato critiche verso la stessa giunta che oggi sostiene. 

La fossa politica

Per i gruppi di opposizione, questo “rimpasto della disperazione” non è dunque un segnale di forza, ma il certificato di morte di una visione politica. Una scelta che avrebbe visto il sindaco privilegiare la tenuta dei “fedelissimi” a scapito delle menti migliori della squadra, nel tentativo di placare gli appetiti dei partiti. Una strategia che, secondo la minoranza, finisce per scavare la fossa politica dell’amministrazione mentre la città resta alle prese con i problemi quotidiani e la “Vibo Vera” si riduce a un ricordo sbiadito di un manifesto elettorale, sostituito da una gestione definita affamata di incarichi e allergica al merito.

Schiavello (FdI): la città paga i giochi di palazzo

“Il rimpasto di giunta operato dal sindaco è l’ennesima dimostrazione di una gestione politica confusa, autoreferenziale e completamente scollegata dai problemi reali della città”. Lo dichiara Antonio Schiavello, capogruppo di FdI in seno al Consiglio comunale di Vibo Valentia.

“Siamo davanti a giochi di potere e di palazzo – afferma Schiavello – che nulla hanno a che fare con l’interesse pubblico. Un rimpasto ridicolo, figlio esclusivamente di equilibri (o per meglio dire di squilibri) interni alla maggioranza, che ha finito per far pagare il conto all’assessore Continanza, diventato il capro espiatorio di dinamiche politiche assurde e incomprensibili”.

“Ancora una volta – prosegue il Consigliere Schiavello – il sindaco dimostra di essere più impegnato a tenere insieme una maggioranza fragile che ad amministrare seriamente la città. E mentre si consumano queste manovre di palazzo, Vibo Valentia e le sue frazioni continuano ad essere abbandonate al loro destino”.

Secondo Schiavello, la vicenda assume contorni ancora più gravi se si guarda ai territori: “Con le dimissioni dell’assessore Continanza, la vecchia circoscrizione di Vibo Marina, Bivona Portosalvo e Longobardi perde l’unico rappresentante che aveva in giunta. È un segnale politico chiarissimo: per questa amministrazione quelle zone non contano nulla”.

“Si tratta – sottolinea – di un atto che certifica il totale menefreghismo nei confronti di intere comunità, considerate periferiche non solo geograficamente ma anche politicamente. Altro che attenzione al territorio: siamo di fronte a un progressivo svuotamento di rappresentanza e di rispetto istituzionale”.

“Questa amministrazione – conclude Schiavello – sta dimostrando giorno dopo giorno tutta la propria inadeguatezza: incapacità di programmare, continue lotte interne e nessuna visione per il futuro. I cittadini assistono increduli a un teatrino politico mentre i problemi veri restano irrisolti. Io continuerò a denunciarlo senza sconti, dentro e fuori il Consiglio comunale, come sempre”.

Vibo, il sindaco ufficializza il rimpasto: giunta ridisegnata e rimodulazione delle deleghe

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