La morte di Alessio Pio, i legali della famiglia: “Gli esami microbiologici sono preliminari”. Nominato un collegio di consulenti

I genitori del piccolo, deceduto il 22 luglio, chiedono massima chiarezza sugli accertamenti autoptici e annunciano una verifica completa dell’intero percorso assistenziale

La morte del piccolo Alessio Pio Coppolino, avvenuta il 22 luglio, resta al centro di accertamenti che dovranno chiarire fino in fondo le cause del decesso e verificare ogni passaggio del percorso sanitario. Proprio sugli esiti degli esami autoptici, la famiglia ora interviene per precisare che i risultati microbiologici finora emersi sono ancora preliminari e non possono essere considerati conclusivi.

Nell’interesse dei genitori, rappresentati e difesi dall’avvocato Patrizio Cuppari, e del nonno e dello zio, rappresentati dall’avvocato Stefania Sesto, viene sottolineato che gli esiti finora diffusi devono essere considerati “puramente preliminari” e sottoposti a ulteriori approfondimenti. I legali, pur comprendendo lo spirito di prevenzione che avrebbe animato i consulenti tecnici del Pubblico ministero, evidenziano anche la necessità di tutelare le informazioni coperte dal segreto istruttorio.

Nominati tre consulenti di parte

Per fare piena luce sulla vicenda – le indagini vengono coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia – la famiglia ha provveduto nell’immediatezza alla nomina di un collegio di consulenti tecnici di parte di comprovata esperienza. Ne fanno parte il dottor Berardo Silvio Cavalcanti, medico legale, il dottor Vannio Vercillo, anatomopatologo, e il dottor Guglielmo Cordasco, specialista in Medicina d’urgenza e Pronto soccorso. Il collegio sarà chiamato ad analizzare le relazioni e gli esiti definitivi dell’autopsia, verificando nel dettaglio anche l’intero percorso assistenziale seguito dal piccolo.

Sotto esame l’intero percorso sanitario

L’attenzione sarà rivolta, in particolare, alle condotte dei sanitari che hanno avuto in cura Alessio Pio dal momento del primo soccorso fino al tragico decesso. L’obiettivo sarà quello di individuare, oppure escludere, eventuali profili di responsabilità, errori o condotte che possano aver causato o contribuito alla morte del bambino. La famiglia, attraverso i propri legali, ribadisce dunque la volontà di arrivare alla verità attraverso un esame rigoroso di tutti gli elementi disponibili, senza anticipare conclusioni prima che gli accertamenti siano definitivamente completati.

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