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La petizione che scuote Vibo Marina: basta rischi, spostate i serbatoi della Meridionale Petroli

I cittadini chiedono tutele ambientali e sicurezza senza sacrificare l’occupazione: la voce popolare sfida silenzi e divisioni

Come al solito, una problematica che interessa tutti, viene presentata da qualcuno in maniera divisiva, creando squadre contrapposte ad una soluzione, l’unica in realtà, che possa aiutare a uscire indenni da una situazione complicata, cercando di mediare tra gli interessi privati di un’azienda e quelli di un intero territorio e mettendo d’accordo le esigenze di sviluppo economico con quelle di tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza.

La volontà dei cittadini

In questa circostanza però, non è la voce del singolo o della singola associazione che pure hanno la loro valenza, a chiedere di esprimere la propria autorità esercitando il ruolo attivo e responsabile di partecipe della vita pubblica, ma quella di centinaia di cittadini che l’hanno fatto, hanno firmato e continuano a farlo, la petizione che chiede la delocalizzazione dei serbatoi della Meridionale Petroli dal sito dove da decenni insistono. E non avrebbe senso parlarne se questo comportasse la perdita di posti di lavoro e peggio, il trasferimento dei rischi connessi all’attività, da una zona all’altra con nuove potenziali vittime.

Un clima di sospetto

Dunque, in prospettiva, non si chiede alcuna perdita di posti di lavoro, ma finalmente una struttura industriale che non implichi danni o peggio, pericolo di vita per gli abitanti del luogo. In una collettività siamo tutti partecipi della stessa e bene lo sappiamo. E chi affronta la responsabilità delle scelte lo sa ancor di più. Dunque, stiano in pace con loro stessi coloro che con critiche e supposizioni fomentano un clima di sospetto e incertezza e rafforzino invece la voce semplice e chiara di chi chiede tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza e sviluppo economico vero per un territorio fin qui mortificato.

Una richiesta popolare

I firmatari della petizione sono presenti anche loro presso gli organi competenti ad accogliere le osservazioni allegate e scusate se affermo che valgono più di ogni altro. Rivolgo perciò alla stampa l’invito a non privilegiare il sodalizio o la compagnia, ma a dare il giusto risalto alla voce del popolo. Non ne siamo avvezzi, ma sarebbe ora che lo si facesse. E chissà che problemi ormai atavici, non trovino risposte concrete alla loro soluzione. Intanto la petizione è ancora attiva e le sottoscrizioni continuano ad aumentare.

 

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