L’arresto cardiaco e la corsa contro il tempo: da Serra San Bruno a Catanzaro, una storia di buona sanità

Il racconto del figlio di Giuseppe Sibio, che ringrazia medici e infermieri per un intervento tempestivo e complesso, capace di trasformare un’emergenza drammatica in una vicenda a lieto fine

Uno dei tanti episodi di buona sanità, spesso poco raccontati, arriva dall’ospedale di Serra San Bruno e mette in evidenza il valore della rete dell’emergenza-urgenza nell’entroterra vibonese. A testimoniarlo è il figlio di Giuseppe Sibio (78 anni), che lo scorso 5 ottobre ha rischiato la vita ed è oggi fuori pericolo grazie all’intervento tempestivo e coordinato dei sanitari.

La ricostruzione

Secondo il racconto, l’uomo si è sentito male ed è giunto al nosocomio ancora cosciente. Poco dopo l’arrivo, però, le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate ed è sopraggiunto un primo arresto cardiaco all’interno della struttura. In quei momenti drammatici è stato determinante l’intervento del medico cubano Osnier Morales Hernandez, che si trovava casualmente al Pronto soccorso: le immediate manovre rianimatorie hanno consentito di salvargli la vita. 

Il secondo arresto

Mentre il personale sanitario tentava di stabilizzare il paziente, sono stati effettuati numerosi contatti per reperire un’ambulanza medicalizzata e, dopo diversi tentativi, è arrivata la disponibilità da Soriano. Prima del trasferimento, tuttavia, il 78enne ha accusato un secondo arresto cardiaco, avvenuto sempre nel Pronto soccorso di Serra, in presenza altresì del medico del 118 Roque Chai, intervenuto nel frattempo. Anche in questa circostanza, la tempestività e la sinergia tra i sanitari si sono rivelate decisive. 

Viaggio verso Catanzaro

Una volta stabilizzato, il paziente è stato avviato al trasferimento verso Catanzaro. Il viaggio, reso particolarmente complesso dalle avverse condizioni meteorologiche, è proseguito con grande professionalità: durante il tragitto il medico del 118 ha provveduto all’impianto di un pacemaker esterno, consentendo di raggiungere l’ospedale “Pugliese” in sicurezza. Qui il 78enne è stato intubato e ricoverato in Rianimazione. Le condizioni iniziali erano giudicate estremamente critiche, tanto che i familiari avevano ormai poche speranze. Con il passare dei giorni, però, grazie al lavoro dell’équipe di Rianimazione e, successivamente, del reparto di Geriatria, il quadro clinico ha iniziato a migliorare sensibilmente. Non solo “competenza”, ma anche – come sottolinea il figlio – “una grande umanità nell’assistenza”.

Struttura fondamentale

Oggi Giuseppe Sibio sta bene. Un esito che la famiglia attribuisce all’impegno congiunto di medici e infermieri, dal Pronto soccorso di Serra San Bruno fino ai reparti specialistici dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro. Un ringraziamento particolare è rivolto anche all’infermiera serrese Daniela Figliuzzi, per la “dedizione”, la “professionalità” e l’”attenzione” dimostrate. “Troppo spesso – sottolinea il figlio – si parla dell’ospedale di Serra San Bruno solo in termini negativi. Episodi come questo dimostrano invece quanto la struttura e il suo personale siano ancora oggi fondamentali per salvare vite umane in un territorio complesso come quello delle Serre”. Una parentesi di buona sanità che merita di essere raccontata.

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