L’Asp cerca medici per salvare i reparti in difficoltà: anestesia, emergenza, radiologia e altre specialità chiave

Dalla rianimazione al pronto soccorso, passando per dialisi e psichiatria: l’Azienda sanitaria apre a contratti annuali anche per professionisti in pensione per evitare il blocco dei servizi. L’avviso è già attivo e punta a colmare una carenza che i concorsi non riescono più a risolvere

La sanità vibonese continua a muoversi in modalità emergenza. Con una delibera adottata nei primi giorni di febbraio, l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ha avviato una nuova selezione pubblica per reperire medici da impiegare nei reparti più in sofferenza, attraverso incarichi libero-professionali a tempo determinato. Una scelta che arriva dopo mesi – e in alcuni casi anni – di tentativi falliti di copertura dei posti vacanti tramite concorsi ordinari e graduatorie regionali, che non sono riusciti a garantire personale sufficiente nelle specialità più delicate

I settori dove la carenza è strutturale

L’elenco delle discipline coinvolte fotografa con chiarezza le fragilità dell’organizzazione sanitaria provinciale. L’Asp è alla ricerca urgente di medici per: anestesia e rianimazione, fondamentali per sale operatorie e terapie intensive; medicina d’urgenza e pronto soccorso, già sotto pressione per carichi di lavoro elevatissimi; radiodiagnostica, essenziale per esami, diagnosi rapide e percorsi terapeutici; nefrologia e dialisi, servizi vitali per pazienti cronici; ortopedia e traumatologia, spesso coinvolte negli accessi d’urgenza; urologia, neurologia e psichiatria, ambiti dove i posti scoperti incidono direttamente sulla continuità delle cure. In pratica, i pilastri del funzionamento ospedaliero.

Perché i contratti straordinari

Nel provvedimento, l’Azienda sanitaria riconosce apertamente che il sistema ordinario di reclutamento non sta funzionando. Nonostante: bandi di concorso; utilizzo delle graduatorie del servizio sanitario regionale; procedure centralizzate affidate ad Azienda Zero, la risposta in termini di personale è rimasta insufficiente. Il risultato è un’organizzazione costretta a lavorare costantemente in carenza di organico, con turni scoperti, reparti in affanno e servizi a rischio rallentamento.

Il ritorno dei medici in pensione

Tra le soluzioni previste c’è anche il coinvolgimento di medici già collocati in quiescenza. Professionisti che, grazie all’esperienza maturata negli anni, vengono considerati una risorsa immediata per: coprire turni di emergenza; supportare i reparti più in crisi; evitare interruzioni di servizi essenziali. Una scelta che ha il sapore dell’urgenza più che della programmazione: si cerca personale dove si può trovarlo, pur di non lasciare scoperti i servizi sanitari.

Incarichi annuali e possibile rinnovo

I contratti avranno durata di dodici mesi, rinnovabili in caso di persistente carenza di personale. L’Asp precisa che solo dopo la conclusione delle selezioni verrà quantificata la spesa necessaria per questi incarichi, segno che l’operazione nasce per rispondere subito alle esigenze operative più che per costruire un piano strutturale di rafforzamento degli organici.

Ora partono le domande

La delibera è stata adottata il 4 febbraio 2026 e pubblicata il 5 febbraio 2026 sul sito dell’Asp e all’Albo pretorio online. Da quella data l’avviso è formalmente in vigore e consultabile per la presentazione delle candidature. Una fotografia impietosa della sanità nel Vibonese. Al di là delle formule burocratiche, il messaggio che emerge è netto: senza soluzioni straordinarie, alcuni reparti rischierebbero di non reggere. Il fatto che l’Azienda sanitaria debba ricorrere sistematicamente a incarichi temporanei – e ora anche ai medici in pensione – racconta:
la difficoltà ad attrarre specialisti sul territorio; la fragilità degli organici ospedalieri e una sanità che vive in perenne emergenza.

Un intervento necessario per non interrompere i servizi, ma che conferma come il problema del personale resti uno dei nodi centrali della crisi sanitaria vibonese.

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