La voce è ferma, misurata, ma lascia trasparire lo sconcerto per quanto accaduto. Antonio Iannello, presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, affida a un’intervista video il suo racconto pubblico dopo il grave atto intimidatorio subito la sera del 21 dicembre a Triparni. Un racconto sobrio, privo di enfasi, in cui il presidente dell’assemblea cittadina ricostruisce quei momenti e spiega le ragioni del lungo silenzio scelto nei giorni successivi. Una decisione maturata per tutelare la famiglia e per evitare allarmismi nel pieno delle festività natalizie. A essere informato fin dall’inizio, oltre agli investigatori, è stato soltanto il sindaco Enzo Romeo.
Fiducia nel lavoro
Nell’intervista, Iannello non indulge in sospetti né avanza interpretazioni personali. Ribadisce invece la fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura e chiarisce con nettezza che l’episodio, pur segnando profondamente sul piano umano, non modificherà il suo impegno istituzionale. Il suo messaggio va oltre la dimensione personale e assume un valore pubblico: la violenza non può e non deve condizionare l’azione democratica, né incrinare il principio di legalità su cui si fonda la vita delle istituzioni. Un intervento che si colloca nel solco della responsabilità e che trasforma una vicenda drammatica in un richiamo alla fermezza dello Stato e alla coesione civile, in un territorio che non può permettersi zone d’ombra né assuefazione alla paura.


