Laura Pugliese rompe con il Pd: “In Casa Riformista-Italia Viva ho trovato ascolto. Continuerò a sostenere il sindaco Romeo”

L'ex capogruppo dem spiega le ragioni dell'addio al Partito Democratico, difende l'amministrazione comunale, chiude al ritorno nel Pd e rilancia la necessità di un progetto riformista per il futuro di Vibo

Le sue dimissioni da capogruppo del Pd in Consiglio comunale e la riconsegna della tessera aprono un dibattito interno ai dem e gettano le basi per il rilancio de “La Casa Riformista-Italia Viva” a Vibo Valentia. Da pochi giorni Laura Pugliese ha di fatto avviato ufficialmente il suo percorso accanto al commissario cittadino Domenico Condello e alla commissaria regionale Filomena Greco. Nell’intervista a NoiDiCalabria, Laura Pugliese spiega i motivi del cambio di rotta e del suo convinto avvicinamento al movimento politico che ruota attorno a Matteo Renzi.

Perché ha deciso di lasciare il Partito Democratico dopo essere stata eletta capogruppo pochi mesi fa?

“Ripeto quanto scritto nella mia lettera di dimissioni. La mia elezione non è stata gradita a qualcuno che, invece di attenersi alle buone regole che sono alla base di ogni compagine, ha iniziato una delegittimazione a corrente alternata nel silenzio di alcune pigrizie politiche”.

Quando ha accettato il ruolo di capogruppo aveva già maturato questa scelta oppure è accaduto qualcosa dopo?

“Nel momento della mia elezione non avevo maturato che la scelta di essere utile al PD, ai colleghi del gruppo e alla maggioranza che supporta il sindaco”.

La sua elezione a capogruppo aveva già provocato tensioni nel Pd. Quelle fratture non si sono mai ricomposte?

“La mia elezione aveva provocato qualche dissenso che ho ritenuto normale e fisiologico mentre così non è stato, evidentemente, per chi si è tenuto il mal di pancia invece di superarlo con maturità e condivisione”.

Che cosa ha trovato in Casa Riformista–Italia Viva che non trovava più nel Partito Democratico?

“Capacità di ascolto e dialogo nel modo di affrontare i problemi indicando soluzioni possibili. Ritengo che Casa Riformista-Italia Viva sia la sintesi di un riformismo, che mi sento di dover contribuire a realizzare in un ambiente aperto in cui tradizione e innovazione, che non è ideologica, non collidono”.

Ha lasciato il Pd, ma continuerà a sostenere l’amministrazione Romeo. Perché questa distinzione?

“Ho lasciato il Pd ma non la maggioranza che sostiene il sindaco che continua ad avere la mia fiducia”.

Dopo oltre due anni di amministrazione, che giudizio dà all’operato del sindaco Enzo Romeo? Se dovesse assegnare un voto all’amministrazione, quale sarebbe e soprattutto perché?

“Aver ereditato problemi sedimentati in anni che hanno molteplici responsabilità, non consente giudizi dopo appena due anni di amministrazione Romeo, tantomeno attribuire pagelline”.

Quali sono, secondo lei, le tre promesse più importanti che questa amministrazione non è riuscita ancora a mantenere?

“Le promesse che devono essere mantenute sono collegate alle difficoltà di una città piena di problemi irrisolti e alla disgregazione del suo tessuto socioeconomico”.

Porto, depositi costieri, crisi idrica, depurazione e sanità: su quale di questi temi ritiene che il Comune abbia mostrato le maggiori difficoltà?

“Le maggiori difficoltà sono quelle indicate nella domanda, tutte complementari perché Vibo riacquisti il ruolo di capoluogo in uno sforzo comune che parta da tutte le forze politiche e coinvolga altri livelli istituzionali.

La crisi idrica si risolve con un grande piano di rifacimento totale della rete troppo vetusta per ripararne tratti; lo sforzo per regolare la depurazione mi pare incominci a dare qualche evidente segno di miglioramento attesa la balneabilità del nostro mare; la sanità è legata alla costruzione del nuovo ospedale e all’attuazione di rigidi protocolli di comportamento dei cittadini, al potenziamento di impianti e macchinari che devono seguire la rapida evoluzione delle scoperte accompagnati dall’indispensabile aumento di personale opportunamente formato.

Per quanto riguarda il porto e i depositi costieri necessitano di un piano di riconversione coraggiosa che interessa vitali comparti economici e turistici sulla quale, secondo me, si giuocherà gran parte della credibilità dell’amministrazione”.

Alecci, Mammoliti e Lo Schiavo parlano di “programma per l’alternativa”. È una critica implicita all’amministrazione Romeo? Lei condivide questa impostazione?

“Le proposte di esponenti Pd riguardano anzitutto il Pd e saranno valutate con responsabilità, attenzione e rispetto”.

Quella che si sta costruendo è un’alternativa interna al centrosinistra oppure il tentativo di ridisegnare gli equilibri politici in vista delle prossime elezioni? 

“Mantengo rapporti politici e personali cordiali e aperti con gli esponenti del Pd che considero importante per la tenuta della maggioranza”.

Il suo passaggio a Casa Riformista–Italia Viva è definitivo o immagina, in futuro, un percorso che possa riportarla nel Pd?

“Dal percorso che ho intrapreso non si torna indietro”.

Molti cittadini vedono una politica concentrata sui partiti più che sui problemi della città. Cosa risponde a chi considera il suo cambio di casacca distante dalle reali esigenze dei vibonesi?

“Le considerazioni non positive che i cittadini hanno sui partiti ricadono sui partiti e sulla loro incapacità di interpretarne le ansie e i bisogni”.

Qual è il suo progetto politico da qui alla fine della consiliatura? Vuole essere protagonista della costruzione di un nuovo centrosinistra o semplicemente portare avanti una scelta personale?

“Alla base dell’impegno pubblico ci deve essere una motivazione ideale e la convinzione di poter contribuire a migliorare la città con leale patto tra cittadini e partiti liberi da esasperazioni e monopoli”.

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