Un tir attrezzato nel piazzale dell’ospedale, una sala d’attesa improvvisata e l’assenza totale di servizi igienici. È questa la realtà denunciata dall’associazione “La Tazzina della Legalità”, che accende i riflettori su una gestione della sanità calabrese che sembra aver smarrito il principio fondamentale del rispetto del paziente, prima ancora che quello dell’efficienza clinica.
L’esame della vergogna
Al centro della segnalazione, basata su numerose testimonianze di cittadini e pazienti, c’è il servizio di PET (Tomografia a emissione di positroni) erogato presso l’ospedale “Ciaccio” di Catanzaro. L’esame, fondamentale per la stadiazione e il monitoraggio delle patologie tumorali, verrebbe effettuato con cadenza mensile all’interno di un’unità mobile: un autoarticolato proveniente da fuori regione parcheggiato nell’area antistante il nosocomio.
Ciò che emerge dal dossier dell’associazione non è solo la precarietà logistica, ma una carenza strutturale che sfiora l’inumano: i pazienti oncologici, spesso reduci da cicli di chemioterapia e in condizioni di estrema fragilità fisica, si troverebbero a dover affrontare l’attesa e la procedura senza poter usufruire nemmeno dei servizi igienici, non previsti o non accessibili all’interno dell’unità mobile.
La dignità non è un optional
“È inaccettabile che nel 2026 un territorio debba dipendere da soluzioni emergenziali per un esame diagnostico salvavita”, spiegano i portavoce dell’Associazione. “Siamo di fronte a una sanità pubblica che non garantisce gli standard minimi di assistenza e che mortifica la dignità umana in una fase della vita già segnata dal dolore”. La situazione descritta configura un paradosso: mentre la medicina avanza verso la personalizzazione delle cure, a Catanzaro la diagnostica d’eccellenza è “relegata” su gomma, con disagi che in altre regioni sarebbero considerati impensabili.
L’appello al commissario Occhiuto
“La Tazzina della Legalità”, divenuta ormai un presidio per le segnalazioni civiche sul territorio, ha indirizzato un appello urgente al Presidente della Regione e commissario straordinario alla Sanità, Roberto Occhiuto. Le richieste sono chiare e non ammettono dilazioni:
– Cessazione immediata del ricorso a mezzi mobili inadeguati.
– Ripristino di condizioni dignitose per i pazienti durante le fasi di attesa e screening.
– Attivazione di un reparto stabile e attrezzato in una struttura sanitaria del territorio, garantendo la continuità del servizio PET allineandosi agli standard nazionali.
“La dignità non può essere opzionale”, conclude l’associazione, promettendo di continuare a vigilare e dare voce a chi, troppo spesso, è costretto a subire in silenzio le inefficienze di un sistema che dovrebbe, invece, proteggerlo.



