Niente più monetine nel cestino o banconote piegate in fretta prima della messa. In alcune chiese italiane, fare un’offerta oggi significa avvicinare una carta di credito o uno smartphone a un totem digitale. Un gesto rapido, silenzioso, ormai familiare nella vita quotidiana, che inizia a trovare spazio anche nei luoghi di culto. È il cuore del progetto “100 totem in 100 chiese”, nato dalla collaborazione tra Banco BPM, Numia – società specializzata nei pagamenti digitali – e la Conferenza Episcopale Italiana. L’obiettivo è installare dispositivi per le offerte elettroniche in cento chiese distribuite su tutto il territorio nazionale. Le prime sperimentazioni sono partite da luoghi simbolici e ad alta affluenza, come la basilica di Sant’Ambrogio a Milano, San Francesco ad Assisi e l’infopoint del Giubileo in Vaticano. Ma la novità, per ora limitata a contesti selezionati, potrebbe presto estendersi anche alle parrocchie.
Un totem digitale
Un totem digitale
Un esempio concreto arriva dal cuore di Trastevere. Nella basilica di Santa Maria in Trastevere, accanto alla tradizionale struttura delle candele votive, è stato installato un totem digitale che consente di donare tramite contactless. Il dispositivo, collocato ai piedi dell’altare, ha attirato l’attenzione di fedeli e turisti, incuriositi da una modalità che trasforma un rito antico in un gesto tecnologico. Il sistema, basato sulla piattaforma Moodus, garantisce pagamenti rapidi e tracciabili, senza contatto fisico.
Tutto è iniziato con la pandemia
Non è la prima volta che il digitale entra nelle chiese. Durante la pandemia, alcune diocesi – soprattutto nel Nord Italia – avevano già introdotto forme di donazione elettronica, spinte dalle restrizioni sanitarie e dal calo delle presenze. Quelle esperienze, però, erano rimaste isolate. Oggi il progetto promosso dalla CEI segna un salto di scala, rendendo strutturale una pratica che fino a pochi anni fa sembrava impensabile.
Il contante gira sempre meno
La diffusione dei pagamenti elettronici riflette un cambiamento più ampio nella società italiana, dove il contante è sempre meno centrale. Per le chiese, il totem rappresenta anche una risposta pratica: molti visitatori, soprattutto turisti e giovani, non portano più monete con sé. Rendere l’offerta accessibile significa intercettare nuove forme di partecipazione e sostenere attività caritative e di manutenzione. Resta però una domanda aperta, soprattutto nelle realtà periferiche e nelle piccole parrocchie: come integrare l’innovazione senza snaturare il significato simbolico dell’elemosina? In contesti dove il rapporto tra comunità e chiesa è ancora fortemente legato alla prossimità e alla tradizione, il rischio è che la tecnologia venga percepita come distante o estranea.
Ora è il tempo delle parrocchie
Il banco di prova sarà proprio lì, lontano dalle grandi basiliche e dai flussi turistici. Se e quando i totem arriveranno nelle parrocchie di quartiere, nei piccoli centri e nelle zone più fragili, sarà l’esperienza dei fedeli a stabilire se il contactless potrà convivere con la dimensione spirituale del dono. Un equilibrio delicato, che racconta molto di come anche la Chiesa stia cercando di attraversare il tempo presente.


