Raffaele Mammoliti, ex consigliere regionale del Partito democratico eletto nell’area centrale della Calabria, prende posizione sul tema più sensibile per la credibilità delle istituzioni: i costi della politica. In una dichiarazione netta, ribadisce di aver rinunciato sia al trattamento di fine mandato sia al cosiddetto mini-vitalizio, precisando che non si tratta di una promessa ma di una scelta già compiuta.
Il valore
Il valore
Mammoliti ricorda come, nella scorsa legislatura, abbia presentato una proposta di legge proprio per ridurre le spese legate alla politica regionale. Un passaggio non secondario, perché sposta il dibattito dal terreno delle intenzioni a quello dei fatti concreti. In un’epoca in cui la distanza tra cittadini e rappresentanti cresce, il rifiuto di benefici personali assume un valore politico prima ancora che economico.
La politica come vocazione
Nel suo intervento, l’ex consigliere richiama un’idea di impegno pubblico fondata sulla passione e sulla militanza, non sul tornaconto. La politica, sostiene, non è un mestiere da “acquistare al supermercato”, ma una missione che richiede senso di appartenenza e responsabilità. Senza questa vocazione, avverte, le istituzioni rischiano di produrre danni gravi e duraturi. La scelta di Mammoliti, si inserisce in una visione etica dell’azione pubblica che punta a rimettere al centro credibilità e coerenza, in una Calabria che chiede alla classe dirigente meno privilegi e più impegno reale.


