Mancato pagamento degli stipendi, i lavoratori della Muraca proclamano lo stato di agitazione

La decisione riguarda i comuni di Mileto, Tropea, Rombiolo e Nicotera. Il coordinatore provinciale dello Slai Cobas Nazzareno Piperno non risparmia critiche alle istituzioni

“Con la presente, la scrivente organizzazione sindacale – in nome e per conto dei lavoratori nostri assistiti dipendenti di tale società in servizio presso il cantiere in indirizzo – proclama lo stato di agitazione a partire dalla data odierna”. Inizia così la lettera che il coordinatore provinciale dello Slai Cobas Nazzareno Piperno ha inviato alla Muraca Srl, alla Prefettura di Vibo Valentia e ai Comuni di Mileto, Tropea, Rombiolo e Nicotera.

Mancato pagamento di maggio

Mancato pagamento di maggio

Stando a quanto riferito da Piperno, “la decisione è determinata dal mancato pagamento della retribuzione del mese di maggio 2025. Un ritardo ingiustificato nei pagamenti – senza che, peraltro, ad oggi, i lavoratori abbiano ancora alcuna data i cui tali sospirati pagamenti possano finalmente arrivare – che sta contribuendo ad aggravare sensibilmente il già grave disagio economico e psichico dei lavoratori costretti a lavorare senza percepire la retribuzione maturata e loro spettante venendo di fatto costretti a trascorrere le festività pasquali senza poter contare sulla propria retribuzione”.

Tentativi andati a vuoto

Piperno fa sapere inoltre che “ogni tentativo di interloquire con la parte aziendale, al fine di venire a conoscenza dei tempi di pagamento e delle intenzioni datoriali, è caduta nel vuoto, con la società che si è nascosta dietro un prolungato silenzio che è andato a ricadere solo ed esclusivamente sulle spalle dei lavoratori che oltre al danno di non venire in possesso della retribuzione si trovano ancora nella più totale incertezza sui tempi di pagamento. Ad oggi, infatti, parte aziendale non ha ancora comunicato alcunché su quando tali sospirati pagamenti potrebbero avvenire avvicinandosi ormai pericolosamente anche la scadenza della mensilità di giugno”.

A giudizio di Piperno, “risulta estremamente grave che in tale situazione nessuna risposta intervenga dalle istituzioni e dalle amministrazioni interessate, anche in considerazione del fatto che la società datrice di lavoro si trova in continuo e grave ritardo in numerosi dei cantieri dalla stessa gestiti. Trattandosi di ritardo sistematico, che si verifica ad ogni scadenza di mese del tutto inevitabile, la proclamazione dell’odierna protesta che rappresenta l’unica possibilità che i lavoratori hanno di farsi sentire”.

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