Maria Rosaria Nesci: il Palazzo come un tabellone tra incarichi, rivalità e una città lasciata ai margini

Secondo la consigliera comunale di opposizione, le emergenze quotidiane restano senza risposte mentre in maggioranza prevalgono tattiche, posizionamenti e contese interne

“Mentre i problemi della città aumentano e le criticità si acutizzano”, la maggioranza che governa il Comune di Vibo Valentia sembra muoversi come su “un tabellone di Monopoly”. L’obiettivo non appare quello di amministrare, ma di occupare spazi, conquistare caselle, accumulare “proprietà” politiche e rafforzare posizioni di potere. Nel frattempo, i bisogni reali dei cittadini restano sullo sfondo, spesso del tutto ignorati. Una dinamica che la consigliera comunale di opposizione Maria Rosaria Nesci denuncia con preoccupazione, evidenziando come il dibattito politico cittadino si sia progressivamente svuotato di contenuti per lasciare spazio a manovre interne e rivalità personali. Le energie di sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza sembrano infatti concentrate più sugli equilibri di potere che sulle urgenze di Vibo Valentia.

Trasformismi e ambizioni personali

Secondo Nesci, il quadro che emerge è quello di un’amministrazione impegnata in un continuo gioco di posizionamenti: c’è chi salta da un partito all’altro pur di ottenere incarichi e visibilità, chi pretende assessorati ignorando i propri limiti, chi lavora nell’ombra per impedire che una delega venga affidata ad altri. Una politica ridotta a calcolo e convenienza, lontana anni luce dall’interesse generale. “Non manca, inoltre, chi indulge nell’autoreferenzialità, decantando risultati che esistono solo nei comunicati o nelle dichiarazioni pubbliche”. Nei fatti, sottolinea la consigliera di opposizione, in diversi settori il bilancio amministrativo è impietoso: nessun progresso concreto, nessuna risposta strutturale ai problemi della città.

Il caso tributi: la confusione diventa sistema

Emblematico, in tal senso, è il settore della riscossione dei tributi. L’investimento di migliaia di euro per la formazione di una task force dedicata avrebbe dovuto rappresentare un cambio di passo. Al contrario, osserva Nesci, la gestione non è mai stata così confusa e deficitaria come negli ultimi anni. Le conseguenze ricadono direttamente sui cittadini, sempre più spesso alle prese con disservizi, comunicazioni contraddittorie e le cosiddette “cartelle pazze”, che costringono molti a difendersi da richieste errate o poco trasparenti. Un fallimento che pesa non solo sui conti dell’ente, ma anche sulla fiducia della comunità.

Una partita che va chiusa

Per Maria Rosaria Nesci è ormai evidente che Vibo Valentia non possa più permettersi giochi di potere e battaglie interne. La città ha bisogno di un’amministrazione capace di affrontare i problemi con serietà, umiltà e senso di responsabilità. È tempo di chiudere questa partita e di rimettere al centro i bisogni reali dei vibonesi, perché la pazienza dei cittadini si è esaurita e la richiesta è una sola: essere finalmente governati, non utilizzati come spettatori di un gioco che non li riguarda.

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